Phoenix canariensis: caratteristiche, coltivazione e raccolta

Caratteristiche e coltivazione della Phoenix canariensis

Caratteristiche

La Phoenix canariensis, nota anche comunemente come palma delle Canarie, è una palma dalle grande dimensioni, nativa ed endemica delle isole Canarie, in corrispondenza della Africa Settentrionale, nella costa Atlantica. Il suo aspetto ricorda molto quello della palma da datteri, ovvero la Phoenix dactylifera.

Gli alberi phoenix sono delle specie davvero affascinanti, grazie alla maestosità e il grande valore estetico che sono in grado di dare ad ogni ambiente. Fanno parte del genere delle palme e sono, come tante in questa famiglie, apprezzate particolarmente, perché conferiscono al paesaggio o l’ambiente in cui si trovano, un aspetto tropicale, creando uno scenario suggestivo.

E’ una delle palme più resistenti della famiglia, in quanto è in grado di resistere a temperature anche più rigide, fino agli 8-10 gradi centigradi sottozero. Quindi è possibile trovarla anche in territori in cui il clima è più mite, ma in questo caso è bene posizionarla in un luogo più riparato.

E’ una pianta che è in grado di adattarsi a una grande quantità di terreni, ma cresce meglio sui terreni più ricchi e più soggetti all’esposizione diretta della luce solare. Per questo, è una pianta che necessita innaffiature importanti durante il periodo estivo. Risulta ideale da piantare isolata o insieme ad altre palme lungo i viali o i lungomari, dove è molto comune trovarle, proprio per dare quell’aspetto esotico e tropicale di cui abbiamo parlato. Viene piantata anche nelle fioriere e negli appartamenti.

Le dimensioni

Lo stipite è voluminoso, diritto e con le cicatrici lasciate dai piccioli delle foglie cadute. Nei sui primi anni, a crescita lenta, ha un’altezza che va dagli 8 ai 10 metri, con un diametro va dai 4 a i 5 metri. I piccoli frutti gialli, che vengono prodotti dalla palma, non sono commestibili.

Le foglie

Le foglie di questa particolare pianta sono lunghe, pennate e dotate di un picciolo decisamente robusto, più largo in corrispondenza del punto di intersezione sul fusto. Quindi, le foglie misurano dai 3 ai 4 metri e hanno un colore decisamente brillante e appariscente. Posseggono fiori maschili e femminili su piante distinte, pertanto per la produzione dei frutti è necessario che vengano piantati vicini due individui di sesso opposto.

I frutti

I fiori si presentano riuniti in spadice, con il sostegno di alcuni peduncoli della lunghezza di un metro circa. I frutti della palma delle Canarie, presentano un colore sul giallo scuro, le dimensioni ricordano quelle di un’oliva e il loro sapore è piuttosto inesistente

Differenza tra phoenix canariensis e phoenix dactylifera

Le phoenix si differenziano principalmente in due tipologie. La canariensis, come possiamo evincere dall’aggetivo, proviene proprio delle isole Canarie, ed è stata portata nel nostro continente europeo solo nella seconda metà dell’Ottocento, nelle zone climatiche temperate o calde, per il suo aspetto ornamentale. Nel genere delle palme, fa’ parte di quelle il cui fusto non si ramifica. Il fusto però, a differenza delle palme più comuni, non raggiunge grandi altezze, infatti arriva a una dimensione massima di 10 metri ed è rivestito, esternamente, di piccioli fogliari, che è bene recidere per dare maggiore regolarità al tronco in generale.

La phoenix dactylifera, proviene dal Medio Oriente e presenta un fusto decisamente più lungo e slanciato. Può raggiungere fino ai 20 metri di altezza. Inoltre presenta dei rami fruttiferi pendenti, dalla quale crescono dei frutti di colore rossastro.

A differenza della palma delle Canarie, i frutti della dactylifera sono i datteri, molto noti nel nostro paese, molto calorici e consumati principalmente come frutto esotico nel periodo invernale o natalizio.

I datteri sono delle drupe di forma cilindrica, con lunghezza che raggiunge gli 8 centimetri e larghezza i 3 centimetri. Hanno una colorazione scura, nel momento della maturazione, ovvero quando posseggono il meglio del loro sapore. Contengono un solo seme, lungo circa 3 centimetri.

Coltivazione e Raccolta

Come abbiamo detto precedentemente, le palme delle Canarie, è preferibile porle a dimora in un luogo soleggiato, anche se sono in grado di svilupparsi anche in una zona leggermente ombreggiata. Quindi è possibile coltivarle in Italia senza problemi, anche in giardino. E’ possibile però, più che altro negli individui più giovani, che le fronde si danneggino a causa del freddo, quando avvengono delle gelate. Quindi è consigliabile riparare dal freddo il più possibile le piante più piccole, anche con un telo apposito per piante.

Questo tipo di pianta può anche essere coltivato in vaso, questa modalità può essere utile per far mantenere, alla pianta, delle dimensioni più contenute e anche per mantenerla al riparo nelle stagioni più fredde, quindi per garantire una crescita migliore.

Annaffiatura

La phoenix canariensis è capace di sopportare anche le temperature più calde, quindi anche i periodi di siccità più lunghi, senza avere danni di alcun genere. E’ consigliabile, però, annaffiare di tanto in tanto gli individui più giovani, in modo da garantirgli una buon sviluppo. Le innaffiature più frequenti sono utili nel caso il terreno è completamente asciutto per alcuni giorni, in quanto garantiscono una crescita ancora più rapida e rigogliosa delle palme.

Nel caso la specie viene cresciuta all’interno di un ambiente chiuso, come un appartamento, è importante che vengono innaffiate e idratate con regolarità. Se invece venisse coltivata in giardino è necessario che venga annaffiata in modo abbondante, in particolar modo nel primo periodo vegetativo. In seguito allo sviluppo della pianta, con il passare degli anni, è possibile ridurre l’irrigazione, soprattutto nel periodo della stagione invernale, quando a causa dell’abbassamento delle temperature, la pianta non avrà più le stesse esigenze di irrigazione come durante l’estate.

Terreno

Le palme delle Canarie, grazie al loro aspetto maestoso e al grande valore ornamentale che posseggono, con le loro tipiche caratteristiche da pianta esotica, piacciono molto ai noi italiani grazie ai loro colori vivaci e allegri. Proprio per questo vengono impiegate per arredare e abbellire sia gli appartamenti che gli ambienti esterni, come i giardini.

Per farle crescere al meglio, però, è importante che dispongano di un terreno che sia adatto alle loro caratteristiche ed esigenze. Le phoenix canariensis vengono coltivate praticamente in qualsiasi tipo di terreno, come quelli poveri, sassosi o ghiaiosi. Ma i terreni che prediligono in particolare sono sicuramente quelli sabbiosi o ben drenati, perché in caso di formazione di ristagni idrici, si sviluppano molto facilmente malattie fungine che possono attaccare le fronde. In definitiva, un terreno abbastanza asciutto risulta particolarmente adatto al loro sviluppo.

Moltiplicazione

La moltiplicazione di questo tipo di pianta avviene tramite seme, durante il periodo primaverile, mentre per la dactylifera è il nocciolo del dattero. Riguardo alle piante giovani, queste si sviluppano in modo abbastanza lento, ma una volta che vengono assestate sono più inclini a crescere rapidamente, non necessitando quindi di alcuna cura o manutenzione specifica, a differenza del primo periodo vegetativo.

Un metodo che viene utilizzato per moltiplicare le piante di palme delle Canarie è il trapianto dei polloni, sempre nel periodo dell’inizio della primavera.

Le piantine appena nate vanno collocate in dei piccoli contenitori, con un diametro che sia inferiore ai 10 centimetri. Una volta che sarà passato del tempo e si saranno sviluppate a sufficienza, sarà possibile trapiantarle in un contenitore più grande o direttamente nel giardino della propria casa.

Malattie e parassiti

Generalmente, questa tipologia di piante, non soffre particolarmente dell’attacco di parassiti o di malattie, in caso la coltivazione viene effettuata in modo corretto e seguendo le regole utili per lo sviluppo delle palme delle Canarie. E’ solo necessario che vengano coltivate al meglio e che vengano dedicate tutte le cure necessarie per farle sviluppare forti e in salute, senza ricorrere all’uso di antiparassitari o prodotti chimici.

L’eccessiva umidità può portare al nascere della ticchiolatura o di ruggine sulle fronde. Inoltre, è stato evidenziato, come le palme delle canarie coltivate in un terreno umido, a ristagno idrico, si presentano meno rustiche nei periodi invernali. Pare che in Europa sia arrivato un curculionide, che può svilupparsi all’interno delle piante.

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Planeta dispone di una grande varietà di Phoenix canariensis. Nota come palma delle Canarie, nativa ed endemica delle isole Canarie, al largo della costa Atlantica dell’Africa settentrionale. È una palma di taglia grande, con un fusto non ramificato alto fino a 20 metri, di notevoli dimensioni. I fiori, sono riuniti in infiorescenze a pannocchia formate da fiorellini giallastri. I frutti sono delle drupe carnose contenenti il seme. L’aspetto è simile alla vera palma da datteri, la Phoenix dactylifera, rispetto alla quale è considerata più ornamentale.

Immagini deli nostri grandi alberi Phoenix canariensis

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