Giardino emozionale: cos’è, a cosa serve e vantaggi del giardino emozionale

Il giardino emozionale è in un certo senso una derivazione del giardino zen. Entrambi discendono dal concetto orientale dei giardini di tipo karesansui, che possono trovarsi tipicamente all’interno dei luoghi di culto buddisti.

Cos’è il giardino emozionale: origine e diffusione di questa tendenza

Uno dei posti dove si può trovare la maggiore concentrazione di giardini karesansui è il Giappone: essi sono particolarmente comuni nell’area di Kyoto, che ha un’abbondanza di templi zen ed è la sede per eccellenza di alcuni dei migliori giardini che rappresentano questa filosofia.

Il termine giapponese karesansui, che è sinonimo di giardino zen, significa letteralmente paesaggio secco: non è un caso infatti che in questi esemplari originali sia previsto solo l’utilizzo di rocce artificiali, rocce e ghiaia, eliminando completamente la presenza dell’acqua.

Il giardiniere che si prende cura di queste piccole meraviglie generalmente posa le rocce su un letto di ghiaia in posizioni strategiche che vogliono simboleggiare il ruolo di isole e montagne ed al contempo rastrella la ghiaia per trasmettere la sensazione di acqua che scorre. Come si può evincere si tratta di un metodo di decorazione degli spazi verdi ed esterni che richiama una semplice struttura.

Queste tipologie di giardini zen richiedono un’attenta manutenzione al fine di mantenere le linee tracciate nella ghiaia sempre ben rastrellate, per mantenere la sensazione dell’acqua ben definita.

Inoltre, si deve controllare che la vegetazione non riesca a crescere attraverso la ghiaia stessa. È proprio in questi rituali che per curare il proprio giardino zen rappresenta una pratica di meditazione su base quotidiana, che offre importanti momenti di riflessione e momenti solo per se stessi.

Di fatto, il giardino zen è strutturato per riflettere un’opera d’arte molto evocativa, che ispira chi lo guarda verso il raggiungimento di un vero e proprio stato di contemplazione. Il simbolismo secondo cui ogni elemento è associato a ciò che rappresenta riflette un concetto di armonia con la natura: le rocce e la ghiaia consentono, anche in un ambiente molto urbano, di riconnettersi con le domande più profonde dell’essere umano e con il rapporto con il pianeta.

La derivazione di tale concetto di giardino zen si è declinata in svariati esemplari nel mondo occidentale, che riflettono la concezione originale, adattandola in contesti completamente diversi.

Ecco dunque che dal giardino zen, il primo esempio giunto fino a noi partendo dai paesi asiatici, si è giunti ad avere un nuovo approccio agli spazi esterni.

Dai classici giardini zen si è assistito alla nascita dei giardini emozionali, che molto hanno in comune con i primi, pur presentando delle caratteristiche che li rendono decisamente unici nel proprio genere.

Se il giardino zen riflette un concetto puramente orientale di approccio alla natura, il giardino emozionale impiega l’elemento naturale per riuscire a calmare una mente frenetica, creando uno spazio di rilassamento e suggestioni positive.

A cosa serve il giardino emozionale e come realizzarlo

Alcuni dei risultati più strabilianti di un giardino emozionale sono particolarmente evidenti quando si analizzano i più piccoli, in particolare i bambini sotto i dodici anni, che grazie ad un giardino emozionale riescono a sviluppare al meglio tutte le loro percezioni sensoriali. Lasciarli a contatto con questi ambienti stimola tutti i loro sensi e consente loro di respirare un’aria tranquilla e ridurre qualsiasi fonte di possibile disagio.

Il giardino emozionale diventa una specie di angolo personale di relax, all’interno del quale quando si raggiunge l’età adulta ci si può invece riconnettere maggiormente con la natura, lasciandosi avvolgere dalla calma e dalle emozioni positive che scaturiscono al suo interno. All’interno di un giardino emozionale è possibile ammirare diversi colori, accarezzare svariate consistenze di piante e fiori e lasciarsi inebriare da profumi e suoni.

Al fine di progettare al meglio questo spazio è fondamentale tenere a mente quali saranno i destinatari del giardino emozionale: definire un target aiuterà a stabilire quali elementi non potranno a mancare per garantire un’esperienza di ottimo livello. Oltre all’individuazione e corretta disposizione delle piante, sarà importante capire anche quali elementi di arredo inserire, poiché essi cambiano sulla base delle caratteristiche del committente del giardino emozionale.

In ogni caso, è importante affidarsi a un professionista: la progettazione di un giardino soprattutto nel caso di un giardino emozionale richiede un particolare approccio compositivo, che tiene conto di diversi elementi dal punto di vista tecnico e psicologico, i quali si uniscono per dare vita ad un insieme unico. L’obiettivo è quello di sprigionare un’alchimia particolare, in grado di suggerire in coloro che si troveranno a visitare il giardino emozionale sensazioni di meraviglia e di incanto.

Quali sono i vantaggi del giardino emozionale?

La natura offre una grande distrazione, poiché come esseri umani siamo geneticamente programmati per trovarla inebriante, risultando assorbiti dai paesaggi che riescono a distrarre dalle preoccupazioni.

Infatti, la natura riduce lo stress e l’ansia, fornendo una tregua piacevole dalla quotidianità della vita e dalle tante cose che possono in ogni momento andare storte. Lo sforzo costante di riuscire a gestire molteplici stimoli in competizione tra loro rende le nostre vite troppo piene.

Visto che l’essere umano è per la sua stessa biologia incline a trovare la natura intrinsecamente affascinante, non è richiesto di fare alcuno sforzo di concentrazione nel momento in cui veniamo messi di fronte a dei paesaggi meravigliosi. È proprio questo aspetto a ridurre l’affaticamento mentale, portando refrigerio alla mente e apportando un conforto sul piano psicologico. Le piante ci dimostrano che in natura sono presenti degli schemi duraturi e ciclici, la cui crescita non risulta erratica, come può avvenire per la nostra vita, bensì costante e progressiva.

I giardini emozionali sono simili in un certo senso a degli spazi curativi, che vengono impiegati per ridurre le preoccupazioni, come si vedrà più in dettaglio nel paragrafo successivo. Sembra che tutti i giardini e la natura in generale, quando presentano armoniosi e ben curati, risultino intrinsecamente attraenti per la mente umana, che è in un certo senso programmata per apprezzare il bello e il senso di armonia.

Il concetto di giardino curativo viene spesso applicato agli spazi verdi degli ospedali e delle strutture sanitarie che hanno l’obiettivo di supportare attraverso il paesaggio un completo percorso di riabilitazione.

Tali giardini offrono un posto nel quale rilassarsi e rifugiarsi, riuscendo a promuovere la guarigione in determinati pazienti, nelle loro famiglie e anche nello staff ospedaliero. Quest’ultimo, infatti, svolge un ruolo davvero molto importante ed è sottoposto ad un livello di stress particolarmente alto: ecco perché risulta fondamentale fornire loro un luogo di rilassamento.

Con le corrette accortezze in termini di accostamento colori ed illuminazione, ogni ambiente può aiutare a promuovere la guarigione dei malati, eppure nulla come i giardini riesce a giocare un ruolo cruciale in tal senso.

I benefici del prendersi cura di un giardino emozionale

Avere un elemento vivo di cui occuparsi riesce a garantirci un senso di responsabilità unico: quando non potiamo o non ci curiamo di una pianta, essa potrebbe morire. Si tratta di un tipo responsabilità che fa molto bene ed occupa la mente delle tante persone che possono essere in ansia per le preoccupazioni della vita quotidiana.

Un giardino curato come quello emozionale consente a coloro che si sentono oppressi dai pensieri negativi di liberarsene, poiché riesce a dare un ambito neutro nel quale ottenere risultati e ricavarne un notevole innesto di autostima.

All’interno di un mondo che risulta sempre più urbanizzato e regolato dalla tecnologia, la riconnessione con la natura può avere un enorme impatto sulla salute mentale. Sono numerosi gli studi scientifici che hanno evidenziato quanto il trascorrere il proprio tempo in spazi verdi riesca ad aiutare le persone a rilassarsi e concentrarsi sugli aspetti importanti della vita, invitando a sentirsi maggiormente in sintonia con gli elementi naturali.

Ciò consente di superare i momenti nei quali si è assorti da spirali di preoccupazione: al posto di preoccuparsi delle bollette, delle controversie al lavoro o di qualsiasi fonte di stress derivante dalla vita quotidiana, la mente risulta focalizzata esclusivamente sul compito che deve svolgere, che si tratti di rinvasare, tagliare o estirpare. Concentrarsi a fondo sulla manutenzione di qualcosa di fisico in definitiva fa molto bene a livello mentale.

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