Potatura olivo: come potare e quando farlo

La potatura dell’ulivo è un’arte millenaria, caratterizzata da un processo complesso e scandita da delle procedure entrate ormai nella tradizione.

Come si pota un ulivo: guida e consigli utili

Come si pota un ulivo: guida e consigli utili

Potare questo genere di pianta richiede degli strumenti e dell’attrezzatura specifica, nonché un certo grado di esperienza e professionalità, onde evitare non solo che l’olivo soffra o venga compromessa la sua crescita rigogliosa, ma che la nostra stessa sicurezza sia messa a repentaglio. È infatti opportuno indossare sempre un paio di occhiali protettivi, scongiurando così che una punta d’olivo o una frasca intera vi ferisca, nonché un paio di guanti e, solo in caso di potature di piante di grosse dimensioni, un caschetto.

Gli attrezzi, invece, che vengono solitamente utilizzati sono: le forbici o cesoie, da tenere sempre chiuse in tasca, preferibilmente con la lama rivolta verso il basso; il seghetto, anch’esso da tenere rigorosamente chiuso e in tasca nei momenti di inutilizzo. Inoltre, alcuni esperti consigliano, per la potature dei rami e delle frasche più alte, di utilizzare dei seghetti con asta piuttosto che salire su delle scale (è stato rilevato che tra le principali cause di danno o lesione causati dalla potatura degli ulivi c’è proprio la caduta dalle scale).
Ma addentriamoci meglio all’interno di questo modo così affascinante.

Potatura olivo: quando farla e quale è il periodo migliore

Potatura olivo: quando farla e quale è il periodo migliore

Sono due i momenti dell’anno in cui si deve eseguire la potatura: tra gennaio e aprile, e in estate. Ognuno di questi due periodi, peraltro, richiede un tipo di potatura diverso, proprio in base allo stadio di crescita della pianta.
Poiché la raccolta avviene sempre tra ottobre e dicembre, potare all’interno di questo lasso di tempo produttivo non avrebbe senso, dal momento che si ridurrebbe in modo sconsiderato la crescita e la fioritura del frutto.

Tuttavia, non bisogna mai andare oltre fine aprile/inizio maggio, periodo di fioritura, e non bisogna nemmeno potare quando le temperature sono ancora troppo rigide, perché la pianta ne potrebbe risentire pesantemente; dove il clima è più mite, si può procedere con il taglio già tra gennaio e febbraio, mentre in certe fasce del nord Italia è conveniente aspettare il mese di marzo. Questa potatura invernale è decisamente la più importante.
Nel periodo estivo, invece, non ci sono particolari vincoli o limiti dettati dal clima in termini di potatura; rimane comunque l’obbligo di non andare oltre fine settembre, altrimenti si rischierebbe di alterare il processo dell’anno seguente.

Tipologie di potatura: ecco alcuni consigli per farla correttamente

Tipologie di potatura: ecco alcuni consigli per farla correttamente

Cerchiamo ora di fare chiarezza rispetto ai tipo di potatura che sono a nostra disposizione. Possiamo dire, in generale, che a seconda dell’esigenza specifica, del periodo dell’anno, dello stato di salute della pianta o di una particolare contingenza, la potatura può essere lieve (cioè con il taglio di non più del 20% della chioma), media (compresa tra il 20% e il 35%) o intensiva, dove della chioma viene potato la gran parte di rami e fronde.

Potatura secca

Potatura secca

La potatura secca è quella più importante, da svolgere esclusivamente nel periodo invernale. È un intervento poderoso perché comporta una riduzione considerevole del volume della chioma, in un’ottica di riequilibrare la vegetazione e di favorire la fruttificazione della pianta. Grazie a questo tipo di operazione, vengono inoltre estirpate le parti infette e pulite quelle solo danneggiate per cercare di mantenere in salute la pianta, anche con dei tagli che ne possano correggere la forma.

Trattandosi della potatura più importante e significativa, bisogna, prima di procedere con azioni irreversibili, controllare e osservare la pianta, assicurandosi che il suo stato di salute sia idoneo a quel tipo di taglio.

Potatura verde

Potatura verde

La potatura verde si esegue invece in estate, dove a essere recisi sono soprattutto succhioni e polloni, nel periodo di massima vegetazione della pianta.
Si pratica solitamente per eliminare tutta quella produzione eccessiva di rami che avviene in seguito al periodo di fioritura, che potrebbe gravare sulla forma e sulla robustezza della pianta.

L’operazione non risulta essere né troppo lunga né troppo impegnativa dal momento che, estirpando appunto solo succhioni e polloni, si alleggeriscono i rami ricchi di olive a cui potrebbe essere sottratta linfa da detti germogli. Specialmente nelle stagioni torride la potature verde è utilissima, perché facilita la fruttificazione di olive che altrimenti non raggiungerebbero la maturità a causa di un carente drenaggio di linfa.

Vaso policonico

Vaso policonico

Quella del vaso policonico è una tecnica estremamente sofisticata, da praticare in modo accurato e con minuzia chirurgica. Essa consiste nell’organizzare il cespuglio in “vasi”, ossia recidendo la vegetazione nella parte interna dell’olivo per lasciarla crescere rigogliosa nella parte più esterna, disegnano quindi delle figure simile a dei coni.

Trattandosi di una tecnica elaborata, è diffusa principalmente in piccole realtà a condizione familiare del Mezzogiorno, ma presenta i suoi estremi vantaggi nell’illuminazione e nell’irraggiamento che offre alla fronde agendo direttamente, migliorandolo, sullo stato fisiologico della pianta.

Potatura olivo: quali rami tagliare per non commettere nessun errore

La potuta deve essere svolta nel modo più efficace possibile, cercando di evitare di commettere alcuni errori comuni che potrebbero compromettere il risultato che stiamo cercando. Anzitutto, il taglio deve essere eseguito in modo corretto, cercando di rispettare la giusta lunghezza di potatura che consenta la cicatrizzazione.

Non dev’essere, infatti, né fatto un taglio che lascia il rametto reciso troppo lungo, né uno che sia troppo raso, altrimenti la “ferita” resterà aperta e rallenterà il processo di fruttificazione.
Una malattia molto diffusa sul nostro territorio, che obbliga quindi a recidere rami e parti dell’ulivo infette, è la rogna. Questo morbo può provare persino tumori, debilitando la pianta al punto da ridurne la produzione e, nei casi più giovani, un decadimento letale.
Un altro fattore che porta la potatura di certi rami dell’olivo è la scarsa illuminazione. Infatti, se dovesse mancare una fonte di calore e luce sufficientemente forte, quelle fronde e quei rami soggetti a lungo andare si devitalizzeranno, smentendo di produrre i frutti.

Tagliare questi rami è comunque solo l’ultima ipotesi, dal momento che predisporre una corretta crescita della pianta può evitare un taglio a delle parti potenzialmente feconde.
Polloni e succhioni sono i primi a essere estirpati, in quanto per la pianta non rappresentano altro che una sottrazione di linfa; anche i maschioncelli vengono recisi completamente, a eccezione di quando, in presenza di brache esaurite, servano per sostituirle. Subiscono un processo di sfoltimento, invece, altre tipologie di rami come quelli vegetativi, a frutto e misti. Questi rappresentano la parte fruttifera, in modo particolare quelli misti, ma devono essere diradati e alleggeriti, altrimenti rischiano di non produrre nelle quantità e con la qualità che sono capaci. Infine, a essere estirpate sono le stesse branchette esaurite; tendono a formarsi soprattutto nella parte bassa della chioma, quella per l’appunto meno esposta alla luce, ma in alcuni casi possono essere recuperate se avvicinate a un germoglio che ridia loro linfa e vivacità.

In conclusione, se si cerca di rispettare il più possibile questa sequenza di azioni, ricordando che l’elemento fondamentale da cui partire è guarda la pianta per capire qual è l’intervento migliore da apportare, si eviteranno errori di qualsivoglia genere e la si farà crescere forte e rigogliosa.

Tipologie di ulivo: come potare ogni varietà

Tipologie di ulivo: come potare ogni varietà

Vediamo in conclusione quali sono le tre tipologie di ulivo più diffuse, cercando di darne una descrizione anche funzionale alla sua potatura.

Olivo ornamentale

Olivo ornamentale

Se la potatura di un ulivo non deve mai guardare al fattore estetico, per essere rigorosamente funziona e produttivo, per l’olivo ornamentale questo è parzialmente vero. Infatti, capita alle volte di trovarlo piantato presso dei giardini a scopo esclusivamente decorativo, ragion per cui bisogna trovare un modo per potarlo facendolo rimanere in armonia con il contesto circostante.

Non avendo delle dimensioni eccessivamente grandi, alle volte l’utilizzo di forbici universali è sufficiente, procedendo preferibilmente dal basso verso l’alto in senso antiorario, ma non è una regola imprescindibile perché ognuno può procedere come meglio crede. Serviranno, invece, delle cesoie più professionali per chi possiede molti ulivi o se i rami sono particolarmente duri.

Olivo a ombrello

Olivo a ombrello

Questa tecnica di potatura è entrata in voga in modo incisivo negli ultimi anni, per soddisfare contemporaneamente un fattore estetico e funzionale. Infatti, il taglio dell’olivo a ombrello prevede che i rami più alti della chioma vengano piegati verso il basso, creando una figura tondeggiante che ricorda per l’appunto un ombrello.

Si tratta di una soluzione utile che va a vantaggio della raccolta, nel senso che le olive cresceranno lungo un arco che non raggiungerà delle altezze eccessive, permettendo a tutti di cogliersi senza troppa difficoltà o senza utilizzare scale o simili. Secondo alcuni esperti, tuttavia, questa procedura rischia di compromettere la fruttificazione dell’ulivo, perché a essere potata sarà soprattutto la parte produttiva dei rami lasciando inalterata quella vegetativa; ma non è così importante, in quanto la funzione dell’olivo a ombrello risulta essere prettamente ornamentale.

Olivo leccino

Olivo leccino

Questa tipologia di olivo trova la sua origine in Toscana ma, grazie alla sua capacità di adattamento e al gusto inconfondibile dei suoi frutti, nonché alle quantità considerevoli che è capace di produrre in una stagione, è riuscito a diffondersi in tutto il mondo.

È tra gli esemplari più grandi che si possano trovare, inconfondibile per la sua chioma rigogliosa e i lunghi rami cadenti.

Inoltre, per la sua forma sinuosa può fungere anche da pianta ornamentale, coltivabile tranquillamente nel proprio giardino o addirittura in vaso; la forte resistenza anche alle temperature più rigide ne fanno una delle tipologie più diffuse su tutto il territorio nazionale.

La parte più consistente della sua potatura si effettua principalmente da giovane, dal momento che sarà poi capace di mantenere la sua struttura inalterata e fissa per tutti gli anni a venire. Sugli olivi leccino bisogna, insomma, agire per lo più di potatura verde, rimuovendo rami e fronde secche o malate. L’olivo leccino ha tuttavia una resistenza molto bassa alle recisioni, per cui è opportuno potare solamente i rami che hanno già dato i loro frutti, oppure sfoltire le fronde più giovani ancora non produttive.

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