Tipi di giardini: quali giardini esistono e caratteristiche di ognuno

I giardini non sono tutti uguali.

Questa guida comincia con un’affermazione ovvia ma non scontata che chi si occupa di giardinaggio deve considerare.

Sia che ci si interessi di giardinaggio in maniera fai da te, perché magari si desidera impiantare un tipo di giardino particolare nella propria abitazione, sia che si faccia giardinaggio in modo professionale, si devono conoscere le varie tipologie esistenti e possibili.

I motivi per cui è importante saper differenziare tra un tipo e l’altro sono diversi.
Innanzitutto il giardino deve essere in qualche modo ‘abbinato’ all’abitazione.

Se si desidera costruire un giardino all’ingelse, questo sarà più appropriato in una casa di campagna con molto spazio a disposizione e, ad esempio, la possibilità di piantare il bosso, pianta tipica che costituisce le famose siepi all’inglese.

Al contrario, se si vive in città e si ha disposizione solo un fazzoletto di terra, si potrebbe pensare di strutturare un piccolo giardino giapponese, tra l’altro molto rilassante, utile da godersi in un contesto urbano.

Come si può vedere quindi, ogni spazio ha bisogno del suo particolare angolo di verde.
Un altro motivo per cui è bene distinguere tra i vari tipi di giardino è che si potrebbe aver acquistato una casa che già ne possiede uno, ma per manutenerlo e renderlo ancora più florido, se ne devono conoscere le caratteristiche.

Ancora, chi fa giardinaggio in modo amatoriale e viene chiamato a sistemare uno spazio in una villa, come potrà mettere mano alle piante se non ne conosce le caratteristiche?
Infine si pensi ad un architetto paesaggistico.

Come potrà strutturare uno spazio decidendo quali piante innestare se non conosce le differenze tra un giardino all’italiana e uno mediterraneo o non sa che il giardino giapponese contiene al suo interno dei ‘sottogiardini’ specifici?

A ciascuno il suo giardino

C’è poi un altro aspetto che spesso viene sottovalutato quando ci si lancia, con tutti gli entusiasmi del caso, nella creazione di un giardino: quello che il giardino costa in termini economici per crearlo e di tempo ed energie per la sa manutenzione e potatura.

Poniamo il caso che un manager molto impegnato decida di creare un giardino nella sua abitazione, sempre che naturalmente disponga di uno spazio adeguato. Se non conosce il tipo di impegno che un particolare giardino gli richiede, probabilmente farà una scelta sbagliata che lo porterà a breve a lasciare incolto uno spazio che sarebbe invece potuto essere meraviglioso.

Al contrario, un pensionato dovrebbe scegliere un tipo di giardino che lo occupa in termini di tempo ma non di fatica, essendo più anziano.

Come si vede, non solo i giardini non sono tutti uguali, ma ad ogni persona corrisponde un giardino ideale, valutabile in base alla sua predisposizione (il famoso pollice verde), al tempo che ha a disposizione, allo spazio in cui può mettere il giardino, ma anche alle caratteristiche climatiche della zona in cui vive.

Tutto ciò premesso, per essere in grado di poter scegliere il giardino ideale, andiamo a scoprirne tutti i tipi esistenti.

Giardino alla francese: le caratteristiche principali

Il primo giardino di cui ci occupiamo è quello detto ‘giardino alla francese‘.

Basti pensare alla famosa reggia di Versailles per avere in mente la tipologia del giardino di cui stiamo parlando.

In effetti questo spazio particolare si contraddistingue per essere davvero sensazionale e per suscitare in chi vi passeggia all’interno un senso di stupore e grandiosità.

Non a caso la reggia dei re di Francia era nota per il suo sfarzo.

Questo tipo di giardino presenta dei veri e propri sentieri delimitati dalle siepi, che spesso si snodano anche in labirinti giocosi ad uso dei curiosi.

Il giardino rappresenta in qualche modo la villa che contiene, e quindi vengono in esso creati dei viali grandi (che si ritrovano poi anche nelle città), costellati da piante ornamentali e sfarzose, sgargianti nei colori e nelle forme.

Altro elemento caratteristico sono le fontane, ricche di giochi d’acqua e di luci per esaltarne la bellezza anche la sera.

Se si pone l’attenzione sugli alberi, si noterà come nemmeno uo di essi è posizionato in modo casuale, ma fa parte di un disegno ben preciso il cui scopo è quello di stupire il visitatore.

Giardino mediterraneo: le caratteristiche principali

Un altro tipo di giardino, che non va confuso con quello all’italiana, è il giardino mediterraneo.

Per mediterraneo si intende, nel vero senso della parola, l’insieme della flora che ne caratterizza la macchia.

Ecco perché in questo tipo di giardino si ritrova una grande quantità di piante e fiori apparentemente diversi. Proprio il colore infatti è la caratteristica distintiva di questo tipo di luogo, a differenza di quello alla francese il cui elemento distintivo è la sfarzosità.

Per curare un giardino di questo tipo occorre una grande conoscenza delle piante e dei fiori, e soprattutto una grande cognizione della struttura che si vuole creare.

Se non si ha ben chiaro in mente infatti lo scopo, il senso che si vuole dare a questo tipo di spazio, si rischierà di creare una vera e propria accozzaglia di fiori disposti a caso.

Creare invece un giardino mediterraneo in maniera coerente può dare un risultato di magnificenza, sia in termini di colore che di profumo.

Un’altra caratteristica importante che richiede questo tipo di struttura è il rispetto dei cicli naturali delle piante.

Non avrebbe senso piantare i fiori in un ordine forzato, magari per creare un accostamento nei colori, se poi non si conosce il periodo di fioritura delle piante. Anzi, conoscendolo, si potrebbe giocare proprio con il susseguirsi della fioritura per avere sempre piante in fiore.
Infine, questo giardino mediterraneo, si divide in due sottocategorie, che sono:

  • il giardino arabo: in questo caso, dato che parte dell’Arabia si affaccia sul Mediterraneo, lo spazio si caratterizza per avere anche dell’acqua contenuta in piccoli corsi. Il motivo è che in Arabia, dove l’acqua scarseggia, questo elemento è visto come qualcosa di molto prezioso;
  • il giardino rinascimentale: in questo caso si troveranno dei piccoli laghi e delle fontane molto importanti. Un esempio classico ne sono i parchi di Roma, pieni di spazi di questo tipo dove vivono tranquilli i famosi pesci rossi.

Giardino giapponese: le caratteristiche principali del giardino zen

Il giardino giapponese, o giardino zen, è un giardino molto bello e capace di infondere un profondo senso di rilassatezza. Non ce n’è un solo tipo, anche in questo caso, ma diversi.

Al di là delle differenze tra i tipi, anche questo spazio nasce con uno scopo ben preciso.
Se il giardino alla francese parla dello sfarzo della corte del re Sole, se il giardino mediterraneo ci racconta i fasti del Rinascimento o il fascino esotico dell’Arabia, quello giapponese vuole ricreare lo stile di vita della cultura nipponica, improntata alla lentezza e all’introspezione.

Tra i vari sottotipi troviamo:

Buddha Shakkei

Il Buddha Shakkei ha una caratterizza che si può notare immediatamente. Presenta infatti delle strutture particolari, che sono le terrazze e le case, o meglio dei templi. Quando si parla di lentezza ed introspezione non ci si riferisce di certo alla scarsità di elementi, al contrario. In questo tipo di spazio si ritrovano anche delle vere e proprie collinette costruite con cura, sulla cui sommità svettano i templi. Gli edifici devono essere visibili in modo chiaro, perché rappresentano il cuore del giardino che, in qualche modo, è costruito in funzione loro. Si può camminare in questo tipo di luogo facendosi guidare dalle siepi curate che delimitano il sentiero;

Kaiyū-shiki-teien

Chi vuole rigenerarsi facendo una passeggiata dovrà scegliere di farlo in un Kaiyū-shiki-teien. In questo giardino particolare niente è scontato, e nulla è lasciato al caso. Se il giardino precedente metteva in bella mostra gli elementi più importanti della struttura, questo in qualche modo li nasconde. È infatti colui che si addentra in questo percorso a restare meravigliato ad ogni angolo;

Shinden-zukuri

La tipologia di giardino Shinden-zukuri nasconde un significato speciale. In questa struttura infatti si parte dal cuore. Il visitatore che volesse scoprirlo dovrà recarsi quindi nel cuore dello spazio stesso, dove troverà una piazzetta dedicata alla cerimonia più importante del Giappone, quella del té. Attorno alla zona centrale in genere viene costruita un’area che ospita un laghetto. Questi giardini sono dedicati a Buddha;

Tsuboniwa

I Tsuboniwa infine sono i classici spazi che si trovano negli ambienti urbani, in cui ricevere gli amici e rilassarsi dopo una giornata di lavoro.

Giardino all’italiana: le caratteristiche principali

Veniamo adesso ad uno dei giardini più apprezzati nel mondo, il giardino all’italiana.
La prima cosa che si può notare, se si studia la pianta di questa tipologia di spazio, è che esiste un vero e proprio progetto alla base della disposizione, per nulla causale, delle piante e delle aree.

A proposito delle aree, che possono essere siepi o alberi o angoli di verde, queste sono costruite con una forma chiara, quasi a ricordare l’ordine e la disciplina delle antiche legioni romane.

Questo tipo di giardino non è per tutti, nel senso della manutenzione. Richiede infatti una cura costante, frequente e quasi giornaliera. Nulla può essere tralasciato per più di qualche giorno.
Anche le siepi spesso sono potate in modo che rappresentino delle forme, o geometriche o particolari come animali.

Giardino all’inglese: le caratteristiche principali

Veniamo infine al giardino all’inglese. Come si vede, ogni giardino ha uno scopo preciso, e in questo caso lo spazio ha la caratteristica di nascondersi paradossalmente. Chi cammina in questi luoghi ha quasi la sensazione di non trovarsi in un giardino. Il verde fa parte integrante del posto, ma in modo naturale, silenzioso.

L’aspetto particolare che è in grado di creare questa suggestione è il fatto che le piante vengono innestate conoscendone l’esatto periodo di fioritura.

In questo modo ogni elemento sboccerà quasi in una sequenza, in un ordine voluto, che tenderà a far cambiare aspetto al parco a seconda del momento dell’anno in cui lo si visita.
Si può fare una prova personale, recandosi in una zona che contenga un giardino all’inglese in primavera, e poi tornandoci ad esempio in autunno, e vedere la differenza

Giardino d’inverno: le caratteristiche principali

Il giardino d’inverno (wintergarden) è una costruzione realizzata solitamente in vetro le cui funzioni sono del tutto simili a quelle di una serra che, grazie all’isolamento termico rispetto all’ambiente esterno e alla notevole illuminazione, è in grado di ospitare varie specie vegetali che riescono a vivere anche in inverno.

Grazie alla sua struttura esso è caratterizzato da un’ottima captazione delle radiazioni solari, che vengono assorbite ma non più eliminate attraverso le ampie vetrate, e contribuiscono sia all’illuminazione sia al gradiente termico.

In base alle differenti esigenze, il wintergarden può venire progettato sia come ampliamento dell’abitazione, sia sotto forma di costruzione indipendente, ma è anche ottenibile semplicemente chiudendo una zona di terrazza oppure un balcone.

Il requisito necessario rimane quello di utilizzare ampie vetrate (destinate a circoscrivere lo spazio che ospita le piante) e che devono essere preferibilmente orientate verso sud.

Ferro battuto, alluminio oppure l’intramontabile legno sono i materiali di solito impiegati nella costruzione di un giardino d’inverno che, in base ai singoli desideri può avere forme e dimensioni estremamente variabili.

Esso rientra a ragione nell’ambito dell’architettura eco-sostenibile in quanto viene prodotto utilizzando materiali biocompatibili il cui ruolo è quello di armonizzarsi al meglio con il contesto naturale in cui si trova.

Di origini molto antiche (risalente all’epoca romana), questa ambientazione è stata dapprima concepita come una struttura per riparare le piante di agrumi durante i mesi freddi, diventando quindi una semplice limonaia.

Successivamente, per il sempre maggiore apprezzamento riscosso da architetti e designer, il giardino-serra si è trasformato in un vero e proprio status-symbol, in grado di arricchire e personalizzare le abitazioni.

Il fattore isolamento (termico ed acustico) risulta uno dei criteri discriminanti per la scelta delle materie prime; pertanto è necessario ricorrere a vetri-camera di ultima generazione, che riescono a garantire prestazioni tecniche ottimali.

Nella maggior parte dei casi il telaio è prodotto in alluminio, un eccellente isolante, leggero ma robusto, esteticamente gradevole e non troppo costoso.

Chi predilige le ambientazioni classiche e raffinate non può che orientarsi verso il legno, un materiale naturale, caldo ed elegante, i cui requisiti funzionali sono ottimi.

Se la priorità assoluta è il contenimento delle spese, un buon compromesso è rappresentato dal PVC, resistentissimo, particolarmente leggero e soprattutto caratterizzato da un eccellente rapporto qualità/prezzo.

Nella fase di progettazione è fondamentale definire la forma del giardino d’inverno che, a seconda della sua localizzazione, può continuare quella dell’abitazione principale oppure discostarsene completamente.

Quelle più diffuse sono strutture quadrate oppure rettangolari, anche se le poligonali sono molto gradite dai designer; quando le condizioni logistiche lo consentono è anche possibile ottenere scenografiche serre circolari, molto diffuse in Inghilterra, considerata la loro patria per antonomasia.

L’arredo interno dipende ovviamente dai gusti personali ma di solito viene realizzato mediante mobili in rattan, in paglia viennese, in bambù oppure il legno di pino.

Non possono mancare divani, poltrone con ampi cuscini colorati, arricchiti da stuoie da porre sul pavimento e da scaffali per posizionare i vasi contenenti piante e fiori.

Dry garden: le caratteristiche principali

Il giardino secco (dry garden) è un ecosistema realizzato con vegetali che per crescere richiedono scarsi quantitativi di acqua; esso pertanto appartiene a ragione alle strutture eco-sostenibili a basso impatto ambientale.

Le piante che in natura vivono con poca acqua sono specie tipiche di climi caldi caratterizzati da scarse precipitazioni piovose, e quindi di zone prevalentemente localizzate al sud.

Il problema principale che si pone a chi desidera progettare un giardino secco è appunto quello di ricreare condizioni termiche adatte per la sopravvivenza dei vegetali.

Esistono alcune specie che sono in grado di adattarsi alla scarsezza di acqua e che mostrano esigenze simili, un requisito fondamentale nella scelta dei vegetali.

Tamerice, Oleandro, Ginepro, Lavanda, Erica e quasi tutte le piante aromatiche (Rosmarino, Salvia, Menta, Alloro) sono varietà particolarmente adatte a vivere in queste ambientazioni.

Molti esemplari appartenenti alla macchia mediterranea si adattano benissimo a questa ambientazione e tra essi ci sono Agavi, Aloe e alcune varietà di Cactus, che si confermano specie ideali.

Artemisia, Cisto, Elicrisio e Begonia sono altri esemplari che trovano una collocazione perfetta in un dry garden, in alternanza al bellissimo Sedum Bicolor e alla pittoresca Achillea multicolore.

Il prato costituisce l’elemento più delicato in quanto per sua natura esso richiede abbondanti annaffiature; pertanto è consigliabile optare per specie macroterme oppure per varietà tappezzanti (rosmarino prostrato, timo oppure graminacee).

Una valida alternativa rimane sempre quella di utilizzare la ghiaia, di cui sono disponibili moltissime varietà sia per dimensioni che per tonalità cromatiche, oltre che pietrisco oppure eleganti passerelle di legno.

Il terreno deve essere dotato di un’efficiente rete drenante in quanto questa tipologia di vegetali non tollera il ristagno idrico, mentre necessita di un’adeguata quantità di sostanze nutritive organiche.

La terra deve essere lavorata in profondità per creare dei serbatoi idrici di acqua piovana, necessari per la crescita e lo sviluppo del giardino asciutto, che richiede comunque una piccola depressione a tazza intorno alle singole piante almeno nelle fasi iniziali della loro crescita.

Sono indicati i substrati a componente sabbiosa o argillosa, che garantiscono un efficace drenaggio e che, grazie alla presenza di macropori, consentono un ideale sviluppo dell’apparato radicale.

L’esposizione di un giardino di questo genere deve essere preferibilmente verso sud e al riparo dai venti dato che il freddo e le correnti d’aria si rivelano molto dannose per le piante.

Rain garden: le caratteristiche principali

Il rain garden è una struttura costituita da un avvallamento del terreno in grado di intercettare e accumulare l’acqua piovana che nel giro di poco tempo viene completamente assorbita.

Si tratta infatti di un sistema di filtrazione naturale che svolge vantaggiosi compiti: da un lato limita il consumo di acqua per annaffiare e d’altro lato contribuisce a ridurre il dannoso fenomeno dell’erosione superficiale (run-off).

I vantaggi offerti da questa struttura si riferiscono inoltre al notevole risparmio idrico, alla minima manutenzione derivante dalla naturale dinamicità dell’ecosistema e alla sua innegabile bellezza, collegata armoniosamente alla stagionalità.

La sua organizzazione prevede il posizionamento di una vasca profonda circa 1 metro da mettere sotto al livello del terreno e fornita di un sistema drenante in grado di intercettare l’acqua piovana.

Il sistema comprende uno strato superiore dove vengono alloggiate le piante messe a dimora, che devono essere scelte in base ai loro cicli vitali.

Tra le specie più indicate per un rain garden, di solito ci sono l’Echinacea Purpurea, l’Amarillide, l’Iris, la Lobelia, il Liatris e quasi tutte le varietà di erba a crescita rapida.

Questo genere di giardino, che risulta la scelta ideale per aiuole sulle strade oppure a livello di spazi verdi urbani dove non sia possibile garantire una costante annaffiatura, offre effetti estetici particolarmente gradevoli.

Inoltre esso si rivela di grande efficacia per lo smaltimento dell’acqua piovana, evitando fastidiosi allagamenti di strade o zone pedonali.

Un altro scopo dei rain garden è quello di contribuire a ridurre la concentrazione delle sostanze inquinanti mediante specifici procedimenti di fitodepurazione, dato che il terreno è in grado di filtrare l’acqua attraverso un lento assorbimento.

Un rain garden è realizzabile praticamente ovunque: dalla rotonda stradale all’aiuola, dalla fioriera al tetto, dall’orto alla terrazza, sempre con la finalità di creare uno spazio verde a scopo ecologico e nell’assoluto rispetto dell’ambiente, assicurando nello stesso tempo un piacevole impatto visivo.

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