Meditazione e giardino zen: come meditare in un giardino Karesansui

Come già spiegato in precedenza, il giardino zen è strettamente legato alla metodologia di pensiero del pensare, del riflettere e del meditare, tre azioni che possono condurre ad una completa armonia psicofisica e ad una mente scevra da condizionamenti e da preoccupazioni.

Ma, nel concreto, come può un giardino zen aiutare realmente nella meditazione?

In questo spazio andremo a snocciolare tutte le strategie più facili e pratiche per rilassarsi all’interno di uno spazio esterno di questo tipo, anche se non si ha la possibilità di godere di ampie metrature.

Sì, perché ci si può costruire con le proprie mani anche un giardino zen in miniatura, il cosiddetto Bonsaki, con cui arricchire la propria scrivania in cui si studia o si lavora, o un angolo del proprio salotto.

Una cultura orientale intimamente legata ai nostri cinque sensi

La cultura orientale, a differenza di quella occidentale più razionale e scientifica, è profondamente radicata nella sfera emotiva che spesso combacia con quella dei sentimenti e delle sensazioni. Non si tratta di un approccio amoroso e romantico, ma della percezione della realtà attraverso i nostri cinque sensi, e in alcuni casi anche di un sesto senso che rappresenta l’intuito e l’istinto.

Nella cultura zen giapponese è fondamentale affidarsi ai sensi della vista, dell’olfatto, del tatto, dell’udito e del gusto per relazionarsi con l’ambiente circostante e viverlo in pace ed armonia. Si tratta di una vera e propria esperienza sinestetica con la natura, dal greco sýn “con, assieme” e aisthánomai che vuol dire “percepisco, comprendo”.

L’armonia con l’ambiente circostante risiede proprio nella sensibilità di percepire assieme tutti gli elementi naturali, in uno stato di totale abbandono e benessere psicofisico.

Andiamo ora a capire come coinvolgere la nostra sfera sensoriale all’interno di un giardino zen, arricchendolo con elementi presi direttamente dalla natura.

Meditare significa osservare e contemplare

Partiamo del senso della vista e da tutto ciò che può regalarci un senso di armonia e pace interiore all’interno di un giardino zen.

È chiamato anche giardino di pietra perché è costellato da rocce naturali che stanno a simboleggiare, nella cultura giapponese, la purezza e l’elevazione spirituale.

Quindi, come prima cosa è necessario sistemare all’interno di un giardino zen alcune pietre affioranti dal terreno, da cui far sgorgare dell’acqua corrente, pulita e cristallina. La vista dello scorrere dell’acqua regala una sensazione molto rilassante e rinvigorente, tonifica lo spirito e lo arricchisce di energia positiva.

L’acqua, nella cultura zen, rappresenta vita e fortuna, quindi può essere un elemento propiziatorio importante.

Il suo scorrere zampillante, inoltre, regala delle sensazioni di pulizia e liberazione dalle forze malvagie, attraverso un flusso energetico che pervade e purifica.

Un altro elemento fondamentale in un giardino zen è la sabbia, con in mezzo una decorazione fatta a rastrello che rappresenta un percorso ondulatorio. Osservare questo disegno aiuta a rilassarsi e ad abbandonare le preoccupazioni, in una sorta di ipnosi che affranca dall’ansia e dallo stress.

Meditare significa lasciarsi cullare da una melodia piacevole

Un altro senso fondamentale all’interno della pratica della meditazione è l’udito che coadiuva un senso di relax e tranquillità.

Il rumore dell’acqua che si infrange sulle rocce è un vero e proprio suono dolce e melodioso che può suscitare delle sensazioni piacevoli, come la musica classica.

Alcuni brani musicali vengono addirittura composti utilizzando i suoni della natura, soprattutto nello yoga: pensiamo alle composizioni Buddha Bar o a quelle nordiche.

Meditazione significa percepire con il tatto e con l’olfatto

La pratica della meditazione consiste anche nel venire a contatto con profumi piacevoli che vanno a stimolare direttamente l’ippotalamo e regalano sensazioni di benessere.

Per questo motivo è consigliabile piantare in un giardino zen delle piante aromatiche, del muschio o dei piccoli arbusti di lavanda e di specie provenienti dalla macchia mediterranea (per un tocco tipico italiano).

Se si dispone di spazio verde, ci si può rivolgere ad uno specialista nel settore che consiglierà riguardo alle varietà di piante specifiche per un’aromaterapia benefica.

Lo stesso concetto vale anche per un giardino zen in miniatura, in cui vaporizzare oli ed essenze naturali di lavanda, menta, basilico.

È importante anche il senso del tatto: camminare sulla sabbia o toccare i granelli con la punta delle dita delle mani e dei piedi conferisce un senso di benessere e riconciliazione con l’ambiente circostante.

Meditare vuol dire assaporare la vita

Infine, non dimentichiamoci del senso del gusto. In un giardino zen non può mancare un albero di albicocco, i cui frutti vengono tradizionalmente utilizzati nella medicina orientale cinese e giapponese.

Tanti differenti tipologie di giardino zen

Realizzare un giardino zen all’esterno della propria casa non è difficile e si può personalizzare secondo i propri gusti e le proprie esigenze di spazio e metratura.

Oltre ad alcune conifere, ai cipressi e al muschio, un giardino zen si può ornare anche con altre varietà più semplici da recuperare (come del basilico o del rosmarino); l’importante è mantenere quell’approccio spontaneo, felice e naturale, naturocentrico e apparentemente casuale.

Lascia un commento