Malerbe, infestanti, erbaccia. Chiamatele come volete, ma rappresentano il nemico numero uno per tutte le persone che si occupano della cura di un giardino.

Le ragioni per le quali questo tipo di erbe non sono ben volute dagli agricoltori o dai giardinieri è legato alla pessima influenza che esse esercitano sulle colture. Le malerbe, infatti, danneggiano le piante entrando in competizione con loro e, in alcuni casi, diventano parassiti.

Per questo motivo sono necessarie delle operazioni di diserbo volte a limitare, nel miglior modo possibile, la proliferazione delle infestanti.

Cosa significa diserbare?

Con il verbo diserbare si fa riferimento all’insieme di azioni volte ad eliminare le erbacce. Nel linguaggio comune si para di diserbo quando è previsto l’utilizzo di prodotti specifici che, spruzzati sulla malerba, ne provocano la morte e ne prevengono la comparsa o la proliferazione.

Tuttavia, si può parlare di azione di diserbo anche quando quest’attività viene svolta manualmente e quindi senza l’ausilio di alcun prodotto.

La tecnica della scerbatura prevede di strappare l’erbaccia con le mani, assicurandosi di averne eliminato ogni sua parte, soprattutto le radici. Per una migliore ed efficace rimozione della pianta infestante ci si può aiutare con alcuni attrezzi come un coltello o una palettina.

Questo metodo viene utilizzato quando il giardino da curare è di dimensioni ridotte (massimo 50 mq) oppure sono presenti poche malerbe.

Uno dei trattamenti più diffusi e più conosciuti è quello che si avvale dell’ausilio di prodotti chimici. Si tratta di un diserbante in grado di eliminare le piante infestanti in maniera piuttosto sicura. Tuttavia, nel corso degli ultimi decenni si è discusso spesso dell’impatto che questi prodotti hanno sull’ambiente a causa del loro massiccio utilizzo, soprattutto in agricoltura.

I diserbanti chimici non sono tutti uguali, anche perché diverse sono le erbacce che devono combattere, che infatti possono essere distinte in:

• dicotiledoni, piante a foglia larga;

• monocotiledoni, che invece hanno foglie strette.

Tenendo in considerazioni questi due gruppi di erbe, le aziende chimiche hanno selezionato delle sostanze che sono in grado di colpire e provocare la morte delle piante a foglie larghe o delle piante a foglie strette e addirittura di eliminare una risparmiando l’altra.

In ogni caso, la tecnica utilizzata è sempre la stessa e prevede l’uso di una pompa irroratrice nel cui serbatoio è necessario inserire una miscela di acqua e il prodotto chimico, le cui quantità sono indicate sulla confezione.

Una volta distribuito, in modo uniforme, il composto sul prato per la maggior parte dei prodotti vale la regola secondo la quale è previsto il divieto di irrigazione o di bagnare il manto erboso nelle successive 8 ore, perché questo comporterebbe una diluizione della miscela che non produrrebbe il risultato sperato, rendendo necessario un nuovo trattamento.

I diserbanti… non sono tutti uguali

Esistono alcuni tipi di diserbanti chimici che offrono l’opportunità di eliminare un determinato tipo di malerba senza danneggiare il resto della vegetazione, in questo caso si parla di diserbo selettivo. Viene definito tale perché è capace di colpire le piante a foglia larga e non quelle a foglia stretta.

Un’altra tecnica molto utilizzata è quella del diserbo pre emergenza, essa avviene quando si vuole colpire il granello della pianta infestante nel momento in cui inizia a geminare, impedendogli di spuntare. In questa fattispecie, il prodotto chimico che viene utilizzato deve essere assorbita nei primi strati del terreno per poter produrre l’effetto sperato.

Regole da seguire per un diserbo ottimale

Affinché l’azione dei diserbanti sia efficace e non danneggi il manto erboso, è necessario ricordare alcune regole:

• non devono essere effettuati trattamenti con diserbanti chimici quando la temperatura è inferiore ai 10º C oppure superiore ai 25º C;

• non effettuare trattamenti con diserbanti se si è a conoscenza di possibili piogge che potrebbero contrastare, in parte o del tutto, l’effetto desiderato;

• il trattamento con i diserbanti selettivi e non, per poter produrre il risultato sperato, deve essere messo in atto sul prato NON tagliato da almeno 4 giorni;

• il prato non deve essere tagliato nei giorni successivi al trattamento, per evitare di eliminare parte della miscela spruzzata, che così non potrebbe agire a fondo;

• non irrigare il prato per almeno due giorni, soprattutto se si utilizzano diserbanti sistemici, sebbene la maggior parte di essi sono ad assorbimento veloce (nel giro di qualche ore dal trattamento);

I diserbanti chimici e l’impatto ambientale

Uno degli elementi largamente utilizzati in campo agricolo per combattere l’azione delle piante infestanti è il glifosfato. Si tratta di un agente chimico presente nel Roundup, prodotto dalla multinazionale Monsanto, con lo scopo di liberare i campi coltivati dalle malerbe. La casa produttrice di questo prodotto aveva pubblicizzato il glifosfato come ecologico e altamente biodegradabile.

Tuttavia, il colosso dell’industria chimica made in Usa aveva fornito informazioni sbagliate sul reale impatto che questo elemento ha sull’ambiente, infatti il glifosfato è paragonabile al DDT e può insediarsi nel terreno per anni.

Tutto questo per dire che affidarsi a prodotti chimici può rappresentare il modo più veloce ed economico per combattere un elemento di disturbo, purtroppo però questi interventi così drastici, per quanto apparentemente convenienti, sono la causa nel tempo di problematiche ben più gravi, come: inquinamento, contaminazioni, distruzione degli organismi utili al terreno, aumento degli agenti patogeni che con il tempo causano la morte delle piante.

Inoltre, trattandosi di prodotti altamente tossici anche per l’uomo, utilizzarli con eccessiva frequenza può esporre chiunque all’inalazione della sostanza chimica dannosa che, con il tempo, può provocare disturbi di diversa natura.

I diserbanti di origine naturale

Esistono soluzioni efficaci contro le infestanti che riguardano l’utilizzo di prodotti 100% naturali, grazie ai quali è possibile eliminare le erbacce ma preservare le altre piante e gli insetti.

Gli ingredienti per realizzare un diserbante fai da te sono piuttosto comuni e per questo facilmente reperibili, essi sono: l’aceto di vino bianco e il succo di limone, acqua e sale, acqua di bollitura delle uova, gin e succo di limone oppure i bruciatori a gas.