Archivio per Categoria Tetti e Terrazze

DiPlaneta SRL

Coibentazione tetto: come annullare le dispersioni di calore in casa

La coibentazione degli immobili è un’operazione sempre più comune negli ultimi tempi, grazie alla molteplicità dei vantaggi ottenuti associata ad una convenienza economica che riguarda diversi aspetti.

Cosa vuol dire isolare e coibentare un tetto

Isolare e coibentare un immobile vuol dire ottenere una temperatura interna più vicina a quella ‘comfort’ in quanto si vanno a limitare notevolmente le dispersioni termiche; ciò rappresenta una termoregolazione degli ambienti di tipo ‘passivo’ in quanto, una volta realizzate, non richiedono dispendio di energia successivamente. Per questo motivo tali interventi possono essere considerati dei veri e propri investimenti nel tempo che, grazie al vantaggio offerto, garantiscono il ritorno economico nel giro di pochi anni. L’isolamento è utile sia in inverno per ridurre le dispersioni, ma anche in estate per evitare che il calore aumenti eccessivamente la temperatura interna all’abitazione, garantendo un risparmio anche sull’impiego di sistemi di raffrescamento.

Per poter limitare e ridurre le dispersioni termiche bisogna agire sulle superfici che compongono un immobile, ovvero pavimento, pareti e tetto.

Come fare la coibentazione ideale

La coibentazione ideale varia a seconda della tipologia di immobile e dal contesto in cui si trova; in caso di assenza di appartamenti al di sopra del proprio la dispersione termica attraverso il tetto è quella più rilevante, a causa del contatto diretto di questa struttura con l’ambiente esterno caratterizzato spesso da elevati sbalzi termici.

Per questo è di fondamentale importanza provvedere alla coibentazione del tetto avvalendosi di materiali di alta qualità e specifici per evitare la dispersione del calore che naturalmente tende a muoversi verso l’alto.

Materiali da utilizzare per la coibentazione del tetto

I materiali impiegati sono dotati di caratteristiche tecniche ideali per evitare che il calore li attraversi ed in questo modo fanno in modo che la temperatura interna non sia soggetta a perdite termiche rilevanti.

Sebbene l’isolamento del tetto sia di primaria importanza bisogna ricordare che la coibentazione di un immobile va considerata nella sua interezza, in quanto la disomogeneità della caratteristiche di coibentazione ed infissi può causare degli inconvenienti che rischiano di non rendere pienamente efficiente tale intervento migliorativo.

Una coibentazione a regola d’arte consente un importante risparmio in bolletta ricavato mediante un minor consumo energetico per la termoregolazione ed un vantaggio fiscale in quanto questo tipo di interventi ed il relativo costo di acquisto ed installazione è detraibile al 50%. Oltre al vantaggio finanziario personale vi è anche quello ambientale, in quanto tale intervento riduce anche le emissioni nell’ambiente.

Per eseguire l’isolamento sono utilizzabili numerosi materiali diversi a seconda delle caratteristiche tecniche e fisiche, della situazione e delle finalità specifiche che si vogliono ottenere.

La coibentazione del tetto è un elemento determinate in quanto spesso, specialmente negli immobili più datati, non è stata eseguita in maniera sufficiente da riparare questa componente a diretto contatto con l’ambiente esterno.

Si pone rimedio a questa mancanza utilizzando dei materiali dalle spiccate caratteristiche isolanti sia per tetti in legno che per quelli in cemento armato; l’isolamento viene garantito da elementi costituiti da pannelli di sughero, legno o lana di roccia, singolarmente o combinati tra loro, che garantiscono un maggiore contenimento del calore all’interno dei locali.

Tali materiali vengono venduti spesso in maniera modulare e preassemblata così da necessitare semplicemente della posa in opera in mezzo o nella facciata interna del tetto tramite collanti e la rasatura, senza precludere la possibilità di adottare rifiniture estetiche.

In base alle diverse situazioni ed alle esigenze del cliente si deciderà se intervenire con un isolamento interno, esterno o entrambi.

Vantaggi della coibentazione interna

La coibentazione interna ha il vantaggio di non necessitare di particolari permessi e lavori strutturali e contenere il calore sin dal primo strato perimetrale, tuttavia tende a ridurre gli spazi utili interni ed il volume abitativo. L’isolamento esterno riduce notevolmente l’influenza delle temperature ambientali, però necessita di interventi più invasivi, costosi e con necessità di permessi comunali ed eventualmente condominiali.

Coibentazione combinata esterna ed interna

La coibentazione combinata esterna ed interna ingloba i vantaggi termici e gli svantaggi pratici di entrambe le soluzioni, facendo lievitare i costi; può comunque risultare utile in alcuni casi, specialmente in località caratterizzate da drastici sbalzi termici o quando si ha la necessità di raggiungere una classe energetica A o superiore.

Le operazioni devono essere svolte da personale esperto e qualificato per ottenere un risultato ottimale; la coibentazione deve essere effettuata soltanto a seguito di un adeguato ed approfondito studio preliminare della situazione e delle soluzioni specifiche migliori da adottare. Un bravo tecnico è in grado di indicare al cliente le criticità del progetto e l’importanza di avere, all’interno del medesimo immobile, superfici isolanti ed infissi con caratteristiche omogenee di trasmittanza termica per evitare problemi come l’umidità interstiziale.

Al termine delle operazioni la ditta qualificata dovrà rilasciare la certificazione riguardante la realizzazione dell’isolamento ed il tecnico provvederà all’aggiornamento della classe energetica dell’abitazione.

I materiali coibentanti, spesso, oltre all’isolamento termico garantiscono anche quello acustico; tuttavia tale trattamento deve essere sempre effettuato in presenza di un tetto in buone condizioni, in caso contrario sarà meglio operare le dovute riparazioni. Infatti in caso di danni, perdite o strutture realizzate male l’intervento di coibentazione può risultare inutile e si danneggerà in breve tempo; prima di procedere è quindi bene verificare il buono stato degli strati del tetto come impermeabilizzazione, eventuali tegole, barriera al vapore, etc.

DiPlaneta SRL

Come impermeabilizzare il terrazzo senza togliere pavimento

Il terrazzo è un’area esterna molto apprezzata ma che ha bisogno di una regolare manutenzione, la continua esposizione agli agenti atmosferici unita all’usura può provocare danni anche gravi alla struttura. Per questi motivi è importante che il terrazzo sia adeguatamente impermeabilizzato.

Esistono molte soluzioni per impermeabilizzare il terrazzo, una buona impresa edile saprà sicuramente cosa fare, ma prima di rivolgervi a un’azienda specializzata leggete questo articolo fino in fondo, troverete delle idee utili per risolvere questo problema.

Perché è importante una buona impermeabilizzazione

Prima di tutto bisogna capire cos’è l’impermealizzazione del terrazzo, gli attrezzi da usare, i vari procedimenti da seguire e i vantaggi e la caratteristiche di una soluzione di questo tipo.

I prodotti e i metodi per impermeabilizzare il terrazzo sono molti e includono vari interventi, tutti adatti a fare in modo che il terrazzo possa resistere agli agenti climatici e all’inquinamento atmosferico.

Questi motivi, uniti all’usura possono rovinare il terrazzo, se si esegue la giusta manutenzione ordinaria e si interviene per tempo con lavori di manutenzione straordinaria, come ad esempio una nuova impermeabilizzazione senza togliere il pavimento, si può evitare interventi più drastici e costosi. Se vi accorgete che il vostro terrazzo mostra evidenti segni di usura, o danni provocati dall’acqua, è meglio intervenire subito applicando una nuova guaina o con una procedura per impermeabilizzare il terrazzo.

Seguendo il detto che dice “prevenire è meglio che curare”, si può impermeabilizzare il terrazzo anche prima di vedere i primi segni, l’acqua può fare gravi danni e quando ce ne accorgiamo potrebbe avere già compromesso la struttura. Generalmente l’acqua si infiltra dalla membrana rovinata oltre che dal pavimento, per questo è necessario prestare molta attenzione alle crepe, rigonfiamenti della pavimentazione e presenza di ruggine, in tutti questi casi bisogna intervenire tempestivamente. Vediamo alcune soluzioni che permettono di impermeabilizzare il terrazzo senza togliere il pavimento.

Resina

Una delle soluzioni che permette di impermeabilizzare il terrazzo senza interventi di demolizione è appunto la resina. Questo è un metodo molto usato che, una volta effettuato, consente una buona protezione, si esegue senza togliere il pavimento, e da la sicurezza di non tralasciare nessun punto in quanto il materiale viene steso sul pavimento e penetra ovunque dando dei risultati ottimi.

Soluzione ideale per chi vuole un lavoro pulito, una volta asciutto crea uno strato impermeabile e invisibile che aderisce alla pavimentazione. La resina, inoltre, aumenta la resistenza del pavimento del terrazzo all’usura, da maggiore resistenza agli sbalzi termici aumentandone l’elasticità. L’unico contro è che non dura per molti anni, quindi andrà ripetuto al bisogno.

In commercio esistono diversi tipi di resina per impermeabilizzare il terrazzo tra cui è possibile scegliere quella più adatta alle vostre esigenze in base all’uso che ne fate e al clima della zona dove vivete.

Membrana impermeabilizzante

Un’altra soluzione è quella di stendere sul pavimento del terrazzo una membrana impermeabilizzante trasparente; questa aumenterà l’elasticità del pavimento e lo renderà più resistente all’usura, permettendo di impermeabilizzare e rinnovare il pavimento esistente.

Se il pavimento del vostro terrazzo è particolarmente rovinato, e non è possibile applicare la membrana trasparente, potete posare una guaina impermeabilizzante e procedere poi a posare un nuovo pavimento. In questo caso non si dovranno fare interventi di demolizione, calcolate però che il pavimento risulterà più alto di qualche centimetro.

Liquido impermeabilizzante

Appositamente studiato per impermeabilizzare velocemente il terrazzo, questo liquido protegge dall’usura e dall’acqua. In commercio se ne trovano di vari tipi, ed è particolarmente indicato per la ceramica.

L’applicazione è molto semplice, per prima cosa bisogna pulire per bene il pavimento del terrazzo da impermeabilizzare, poi si può stendere il prodotto con un pennello. Solitamente sono necessarie due mani di prodotto per una buona impermeabilizzazione, in ogni caso sempre meglio attenersi alle indicazioni riportate in etichetta anche per quanto riguarda la durata del trattamento.

Una volta asciutto sarà invisibile ma il pavimento del terrazzo sarà perfettamente impermeabilizzato.

Terrazzo in legno

Se il pavimento del terrazzo è in legno, come tutti sappiamo necessita di un po’ di manutenzione in più. Anche se il legno è stato appositamente trattato prima della posa del pavimento e anche a lavoro finito, la manutenzione è molto più importante che per un qualsiasi altro pavimento.

Le soluzioni da utilizzare sono le stesse che si possono usare per tutti gli altri pavimenti, bisogna solo controllare in fase di acquisto che sull’etichetta del prodotto o della membrana che si vuole utilizzare ci sia specificato che è adatto anche al legno.

Controlliamo anche il massetto in pendenza

Quando si decide di impermeabilizzare il pavimento del terrazzo, e opportuno controllare anche i massetti in pendenza. Il massetto non è altro che una lieve pendenza che viene data al pavimento del terrazzo per consentire all’acqua di scorrere via in maniera corretta.

Per controllarlo sarà sufficiente osservare come l’acqua scorre, se scivola via con regolarità, allora è tutto a posto, altrimenti potrebbe influire negativamente sulla durata dei trattamenti.

Se notate dei ristagni d’acqua, sarebbe opportuno rivolgersi a un’azienda edile per una consulenza. Nel caso vengano riscontrate anomalie nel massetto sarà possibile intervenire con dei prodotti appositi per andare a ricreare la giusta pendenza.

DiPlaneta SRL

Verde in terrazza? ecco alcune idee per il tuo giardino sul tetto

Gli incentivi statali 2018 permetteranno di detrarre le spese che sosterrai per il recupero di spazi verdi, quindi che ne dici di trasformare la tua terrazza in un giardino bello e accogliente dove rilassarti o ricevere i tuoi ospiti?

In questo articolo troverai alcune idee molto utili per rinnovare la terrazza:

  • Stile Country: fai largo a piante sempreverdi per creare la tipica atmosfera campagnola e se il tuo terrazzo lo permette aggiungi qualche albero di piccole dimensioni come il nocciolo, l’acero, la betulla o il Prunus. L’arredamento sarà invece costituito da mobili in legno semplice, decorati con complementi e cuscini da motivi provenzali o shabby chic;
  • Stile Giungla Urbana: anche se vivi in città, puoi trasformare il tuo piccolo spazio verde in una foresta tropicale con pareti dai colori vivaci e piante come la Yucca, la Melia, l’Alocasia e L’Aspidistra.
  • Gioco di Trame: il gioco di trame può essere creato da piante collocate in vasi e contenitori provvisti di grate, l’importante è che siano alti e consentano alla vegetazione di arrampicarsi in verticale. Per evitare spiacevoli discussioni con i vicini casa, meglio optare per piante dalle radici poco invadenti come il gelsomino cinese o le rose, che necessitano però di una potatura all’anno e della raccolta periodica del fogliame caduto. L’edera o la vite americana sono infatti causa di infiltrazioni d’acqua o danni all’intonaco.
  • Stile Orientale: potrai volare in terre esotiche pur rimanendo a casa, bastano solo delle statue ispirate alla cultura asiatica come Buddha oppure arredamenti in stile zen che invitano alla meditazione. Puoi sfruttare l’attitudine rampicante di alcune piante come la yucca o il bambù, che difenderanno la tua privacy da occhi indiscreti.

Una valida alternativa ai classici vasi in terracotta appoggiati a terra possono essere delle strutture che permettono di lasciarli sospesi dall’alto, creando così un ambiente totalmente rinnovato. Per un effetto otticamente più ampio, si possono scegliere vasi dello stesso colore ma di diverse altezze e misure. Se vuoi catturare ancora di più l’attenzione sui fiori e sulle piante, i colori vivaci si riveleranno degli ottimi alleati.

Vantaggi Di Un Giardino Sulla Terrazza

Il giardino su una terrazza è portatore di aree verdi anche in centro città e di altri vantaggi, tra cui:

  • Isolamento termico e acustico;
  • Ottimizzazione degli spazi inutilizzati;
  • Aumento del valore della casa;
  • Riduzione dell’anidride carbonica urbana;
  • Potenziamento della struttura sulla quale si trova.

Manutenzione Del Giardino Sul Tetto

Quando hai un giardino sul tetto, devi avere molta cura delle piante e far sì che crescano in salute. Durante i primi mesi vanno irrigate 2-3 volte la settimana, poi una o due volte ogni 15 giorni. In caso di dubbio rivolgiti a un giardiniere, il quale ti spiegherà le esigenze di ogni singolo componente del tuo spazio verde. È altrettanto importante un costante controllo dell’impermeabilizzazione e del drenaggio per evitare infiltrazioni e danni all’edificio.

Come Creare Il Tuo Giardino Sul Tetto

Una volta stabilito lo stile, puoi procedere alla creazione della tua oasi verde privata, ma avrai bisogno di qualche accorgimento. Sarà innanzitutto necessario ottenere il permesso di costruire al Comune di residenza, anche con una semplice DIA (Dichiarazione di Inizio Attività), in quanto l’opera è un intervento di ristrutturazione edilizia destinato a variare la destinazione d’uso, il volume, la sagoma, la superficie e la forma. Al fine di ridurre al massimo l’incombere di piogge e affini, è consigliabile programmare l’inizio dei lavori durante l’estate, diversamente si possono limitare con dei tetti provvisori.

Successivamente bisogna pensare ad altri aspetti, ossia:

  • Materiali Da Usare: per ottenere un effetto armonico, meglio sceglierli armonici e abbinati fra loro;
  • Isolamento Termico: è fondamentale quando sotto la terrazza sono presenti delle camere abitate, poichè riducono lo scambio di temperatura. Gli isolanti termici possono essere pannelli di polistirolo spessi 3-4 cm da collocare sotto lo strato di impermeabilizzazione, ma possono cambiare in base alle capacità termiche e alle dimensioni dell’area;
  • Impermeabilizzazione: è di vitale importanza perchè protegge i piani inferiori dalle infiltrazioni d’acqua, che possono essere dovute dagli sbalzi di temperatura/piogge oppure dall’innaffiamento regolare delle piante. Per avere un’impermeabilizzazione perfetta utilizza dei manti sintetici composti da una serie di teli in fibra di vetro bitumata sovrapposti fra loro;
  • Pavimento: per i materiali del pavimento della tua terrazza non hai che l’imbarazzo della scelta tra lastre in pietra, in gres porcellanato, in cemento o in legno da esterni, tutti capaci di resistere alle intemperie. Quelle in pietra o gres porcellanato sono più pesanti di quelle in ceramica ma facilmente lavabili. Le lastre in cemento sono facili da posare, resistenti, economiche e velocemente rimovibili qualora cambiassi idea. Inoltre puoi posizionarle su un vecchio pavimento pre esistente; Per quanto riguarda il pavimento in legno da esterni, ha il grande vantaggio di non surriscaldarsi con il calore del sole perchè trattato con prodotti appositi.
  • Illuminazione: un buon impianto di illuminazione saprà farti vivere la terrazza anche nelle ore buie della giornata. Scegli dunque delle belle lampade, proprio come se stessi arredando un ambiente interno della tua casa.
  • Parapetto: per usufruire dei benefici statali, devi attenerti a delle regole ben precise, secondo le quali un parapetto deve avere un’altezza minima di 100 cm e non permettere l’attraversamento di una sfera del diametro di 10 cm. I parapetti possono essere in muratura, in legno, in pietra naturale/artificiale o in ringhiere metalliche.
  • Bonus Verde 2018

Dal 1° Gennaio 2018, se sostieni delle spese di sistemazione del verde o di recupero del verde storico, potrai usufruire di una detrazione fiscale IRPEF pari al 36% fino ad una spesa massima di 5000 Euro. Per poter scaricare quanto speso dalle tasse, dovrai effettuare i pagamenti tramite bonifico parlante e dividere la somma totale in 10 quote annue uguali. Inoltre il bonus verde non è sulle persone ma sulla casa, quindi se possiedi più immobili puoi sommare i costi di tutti gli interventi.

Chi Può Usufruire del Bonus Verde2018

Il bonus verde 2018 spetta sia ai condomini che ai privati che sosterranno le spese per riqualificare i prati, fornire piante/arbusti, sistemare giardini, balconi, terrazzi, trasformazione di un’area incolta in prati o aiuole.

DiPlaneta SRL

Patrick Blanc: tutto sull’inventore di muri vegetali e giardini verticali

Patrick Blanc: l’uomo dei muri viventi

In una realtà sempre più moderna e industrializzata, oppressa da costruzioni in cemento e lo smog delle auto, è di vitale importanza trovare sempre nuovi metodi per inserire un po’ di verde negli spazi urbani, secondo un piano strategico ben preciso e competente.

Molte iniziative stabiliscono la costruzione di giardini o parchi dove i cittadini possono portare i loro bambini, gli animali o semplicemente godersi un momento di relax e di evasione dalla solita grigia realtà urbana, ma spesso queste piccole oasi di verde non sono sufficienti contro l’avanzare di palazzi, grattacieli ed edifici.

La soluzione migliore sembra essere quella di fondere due realtà in una: l’architettura cittadina con il verde della natura. In questo modo possono nascere opere architettoniche quasi organiche, dall’impatto ambientale minore rispetto agli edifici classici e visivamente più rilassanti per lo sguardo.

Sembra un progetto utopistico? Non è dello stesso avviso Patrick Blanc, botanico francese che ha realizzato quello che sembrava impossibile, l’unione tra città e natura. I risultati di questo processo lavorativo impegnativo e ottimista, sono davvero strabilianti e si possono ammirare in molte città del mondo.

Biografia e studi di Patrick Blanc

Nato a Parigi il 3 giugno 1953, Patrick Blanc ha dimostrato fin da piccolo una grande passione per le piante, soprattutto quelle tropicali, curiose e dal fascino esotico irresistibile. Crescendo, l’amore per la botanica non ha fatto altro che alimentarsi, portandolo a percorsi di studio ben precisi e ad ambizioni che lo hanno reso oggi quello che è e che sono sfociati nell’iscrizione alla facoltà di biologia dell’Università di Parigi VI Pierre et Marie Curie.

Al 1972 risale il primo viaggio alla scoperta delle piante esotiche, in Malesia e in Thailandia, dove sfrutta le basi di studio di botanica e la propria innata passione, per osservare con attenzione la crescita delle specie locale sulle rocce, i loro comportamenti, i loro metodi di adattamento al clima e alle condizioni climatiche nel sottobosco. Questo, come i numerosi viaggi successivi, hanno rappresentato l’ispirazione di Patrick Blanc per l’ideazione del suo progetto architettonico e gli hanno fornito spunti interessanti sulle varie possibilità di realizzazione.

Di ritorno in Francia, Blanc discute la tesi del terzo ciclo di dottorato nel 1978, mentre nel 1989 ottiene la laurea in biologia con specializzazione in botanica. I ruoli di prestigio però arrivano molto prima, già a partire dal 1982, quando fu assunto come ricercatore scientifico presso il CNRS, il Centre National de la Recherche Scientifique, nonché responsabile del laboratorio dell’Università nella quale ha studiato, l’Università di Parigi VI.

È proprio negli anni ’80, grazie agli approfondimenti negli studi e nelle ricerche, che Blanc comincia a concretizzare i propri progetti e a ideare quella che sarebbe poi diventata una scoperta fondamentale per la sua carriera e per il disegno di rinnovamento ecologico di molte città: i giardini verticali, detti anche muri vegetali, particolari installazioni sulle pareti degli edifici, che permettono la crescita di piante e muschi di vario tipo e che ricoprono la parete su cui si è intervenuti come una sorta di manto verde e dalla funzione non solo estetica ma anche, e soprattutto, ecologica.

giardini verticali

Il primo incarico ufficiale che riguarda i muri vegetali è giunta a Blanc nel 1986, che è stato chiamato a realizzare la sua prima opera concreta alla Città della Scienza e dell’Industria di Parigi, un centro espositivo con mostre e spettacoli che rappresentano l’affascinante mondo della scienza e dei suoi fenomeni. Non poteva esserci un luogo più rappresentativo dove esporre il proprio progetto altamente innovativo.

Da quel momento in poi la carriera di Blanc ha avuto un’accelerata, dando vita a progetti sempre nuovi e sempre più ambiziosi per il botanico francese. Dopo la laurea in biologia nel 1989 gli incarichi si moltiplicarono è Patrick Blanc divenne il signore dei muri vegetali. Le città di tutto il mondo si ornarono dei suoi giardini verticali, magnifiche installazioni architettoniche tappezzate di verde, create appositamente per rigenerare la biodiversità nei centri urbani.

Il giardino verticale o muro vegetale

Il progetto di Blanc è senza dubbio ambizioso, nonché incredibilmente innovativo. La sua realizzazione è nata per apportare cambiamenti radicali per la vivibilità e la diversità delle specie botaniche all’interno dei centri urbani, ma in cosa consiste nello specifico questo piano di rinnovo ecologico?

Per giardino verticale o muro vegetale (dal francese Le Mur Végétal), si intende una particolare forma di paesaggio urbano realizzata tramite la coltivazione di piante su una parete urbana, solitamente verticale, secondo vari stili o colori. Sfruttano la presenza di due strati di materiale fibroso e di un impianto di irrigazione posto tra essi, per nutrirsi e crescere in modo naturale. Il loro aspetto, di primo acchito, potrebbe sembrare quello di una qualunque altra pianta rampicante lasciata libera di impossessarsi dell’intera parete o dell’edificio, ma il sistema secondo queste piante vengono fatte crescere è un po’ più complesso e risponde a precisi studi botanici.

Nello specifico, il progetto ecologico su cui i muri vegetali si basano prevede l’installazione di un telaio metallico sulla struttura architettonica sulla quale deve crescere il giardino, unito a una parte in PVC espanso e a ben due strati sovrapposti di materiale fibroso dalle diverse composizioni. Blanc utilizza per le sue opere fibra di cocco, poliammide di feltro, un po’ di lana di roccia, un particolare muschio leggero chiamato sfagno (talmente morbido e permeabile da agire proprio come una spugna) e marciume. Questa stratificazione in parte organica è stata poi dotata di un sistema di irrigazione tra gli strati, grazie al quale le piante possono ricevere i giusti nutrienti e crescere in modo sano.

L’impatto visivo di queste realizzazioni è davvero notevole, tanto che non ci si stupisce affatto che siano considerate in primo luogo vere e proprie opere d’arte. Non per nulla i botanici che se ne occupano, tra cui anche Patric Blanc, si appoggiano alle costruzioni di architetti di fama internazionale. Tra i nomi degli esperti che collaborarono con Blanc ricordiamo Jean Nouvel e Andrée Putman.

Oltre all’evidente valenza estetica dei muri vegetali, la loro importanza riguarda anche una funzione pratica di miglioramento della zona su cui si è intervenuti. La presenza di zone verdi o piante in un ambiente cittadino è fondamentale per una migliore vivibilità dell’area perché secondo studi scientifici mirati, portati avanti anche dalla NASA, alcune specie vegetali sono in grado di ripulire l’aria.

Queste assorbono infatti parte dell’inquinamento atmosferico per trasformare l’aria sporca e impregnata di smog in ossigeno pulito, riducendo gradualmente il rischio di problemi fisici legati all’inquinamento dell’aria.

giardino sensoriale

Un altro aspetto da non sottovalutare è la sostenibilità ambientale e il risparmio energetico permessi da questi giardini verticali. Gli strati su cui le piante crescono e la natura stessa dei vegetali impiegati permettono un notevole isolamento termico dell’edificio, riducendo l’energia impiegata per il suo mantenimento, come se il muro vegetale creato sopra di esso rappresenti una sorta di tappeto verde isolante.

L’inquinamento atmosferico non è l’unica pecca del vivere in una città affollata. Anche l’inquinamento acustico può essere combattuto e ridotto di molto grazie ai muri vegetali di botanici e paesaggisti come Patrick Blanc. I giardini verticali assorbono i rumori che in casi normali si diffonderebbero anche all’interno degli edifici.

Meno inquinamento, meno rumore, meno dispendio inutile di energia. Tutto questo porta a una migliore qualità della vita, a un minore livello di stress sugli abitanti, a un’aria più pulita e a un notevole risparmio economico. Anche vedere edifici verdi e colorati, piuttosto che grigi e freddi, aumenta non di poco l’umore, per la naturale capacità delle piante di agire sul benessere psicofisico degli individui.

Analizzando tutti questi elementi si può facilmente comprendere come il lavoro di Blanc e dei suoi colleghi sia di vitale importanza in un mondo sempre più tecnologico, dove costruire edifici, grattacieli, negozi e palazzi è diventato un obbligo quotidiano per la corsa verso il progresso. Poiché questo non dovrebbe mai avvenire a scapito della salute degli esseri viventi e del nostro prezioso pianeta, i muri vegetali hanno un ruolo importante nella riduzione dei rischi di danno ambientale. Un progetto meraviglioso che dev’essere incentivato e diffuso a molti centri urbani.

Le opere realizzate da Patrick Blanc

Patrick Blanc questo lo sa bene e i suoi innumerevoli lavori lo dimostrano egregiamente.

Man mano che la sua opera proseguiva, dopo il primo tentativo ben riuscito nel 1986, il botanico e paesaggista francese ha ideato sempre nuovi modi di adattare specie come muschi, felci, piccoli arbusti e vari tipi di erbe alla realtà cittadina e alle pareti verticali degli edifici, impegnandosi grazie agli studi e all’esperienza sul campo nel selezionare le specie in base all’ambiente di destinazione.

I suoi viaggi non sono mai cessati, alimentati continuamente dall’amore di Blanc per la botanica e le specie esotiche di tutto il mondo e delle loro peculiari strategie di adattamento all’ambiente.

I suoi progetti si sono perfezionati, portando sempre a un minor rischio di intaccare le pareti degli edifici e a un maggior beneficio per la città e si sono estesi a costruzioni pubbliche e private, gallerie, musei, centri commerciali, abitazioni, stazioni, alberghi e molto altro.

Al giardino verticale della Città della Scienza e dell’Industria di Parigi sono seguiti molti altri muri vegetali, sempre più all’avanguardia, spettacolari, funzionali e mozzafiato. Per citarne solo alcuni: l’EmQuartier di Bangkok, gli Eclairs Verts di Parigi, il Work Project di Hong Kong,la Yamaguchi Shinkansen Station,il tetto e l’interno del Riyadh KAFD, l’esibizione Organismi di Torino, il Green Hotel,di Parigi, il One Central Park di Sydney, il Miami PAMM Museum,il Dubai Sofitel,lo Juvia di Miami, il Bahrain Green Gate, il Giardino Botanico di New York, l’Icon Hotel di Hong Kong. Moltissimi altri sono in corso di realizzazione.

Naturalmente, un cultore dei giardini verticali come Patrick Blanc, tanto convinto dei benefici estetici, economici e ambientali portati dalle proprie creazioni botaniche, non poteva non applicare le proprie conoscenze e i propri progetti alla propria casa, a Crètel, che divide col compagno Pascal.

Lavorando a fianco dell’architetto Gilles Ebersolt, Blanc ha progettato la propria casa in modo che essa potesse accogliere più verde possibile, in tutti gli ambienti. All’interno dell’abitazione si possono trovare elementi ordinati come i famosi giardini verticali che Blanc realizza in città, ma anche piante che crescono spontanee un po’ in preda al caso, rampicanti, piante esotiche grandi e piccole, piante acquatiche e moltissime altre specie di cui il talentuoso botanico si è voluto circondare per vivere nel proprio elemento. Quello vegetale.

Planeta nel mondo

Catania

Contrada Primosole S.S.194

+393351370126

roma-sede-planeta

Bucharest

Street Gen. Berthelot, 27

+40722151300

roma-sede-planeta

Sao Paulo

Rua P.O. Carvalho de Barros, 65

5511993366050

roma-sede-planeta

Los Angeles

6419 Orange Street

+13108668553

roma-sede-planeta

Miami

244 Biscayne BLVD, Suite 3302

+13058421706

roma-sede-planeta

Kuwait City

Coming soon

Coming soon

roma-sede-planeta
Whatsapp