Melograni: caratteristiche, coltivazione e raccolta

Caratteristiche e coltivazione della Melograni

Ad oggi il melograno è uno degli alberi più coltivati e più apprezzati in tutto il territorio mediterraneo.
Contrariamente a quanto si possa pensare, il melograno affonda le sue radici storiche nella zona mediorientale: questo, difatti, in principio era coltivato dalle popolazioni arabe.
Successivamente i romani, attraverso le innumerevoli conquiste geografiche che posero in essere, impararono a coltivare il melograno dalle popolazioni Puniche, e ne estesero la produzione a tutta l’area mediterranea.
Il melograno è un frutto ampiamente consumato, e se ne apprezzano i frutti costituiti da una buccia dura e da un interno colmo di semi polposi e dolci.
Questo frutto, poi, è stato introdotto successivamente in America Latina solo verso la fine degli anni sessanta del settecento, quando i colonizzatori spagnoli portarono con sé delle piante di melograno.

Melograno: nome e famiglia
Per identificare nella maniera più giusta e sensata una pianta, è sempre opportuno partire dal suo nome originale: in questo caso, il nome latino del melograno è Punica granatum: il nome Punica circoscrive, come accennato in precedenza, l’origine della pianta nelle zone abitate dai Punici.
L’albero appartiene alla famiglia Punicaceae, del genere Punica.

La struttura del melograno
Da un punto di vista strutturale, il melograno presenta un fusto poco imponente, che ha una particolare tendenza a sfaldarsi.
Per quanto riguarda l’altezza complessiva, il melograno non supera i 5/6 metri di altezza, rivelandosi quindi ottimo per eventuali coltivazioni in casa.
Si tratta di uno dei fruttiferi più longevi in assoluto, riuscendo a vivere fino ai 200 anni.
Le foglie cominciano ad adornare i rami spogli con il sopraggiungere della primavera.
Dal punto di vista della coltivazione, invece, il melograno non crea particolari problemi: questo, infatti, cresce tranquillamente nella zona mediterranea; una volta avviata la potatura, che è un’operazione fondamentale da fare per fare in modo di assicurare una cura all’albero, il melograno sopporterà tranquillamente il calore tipico della stagione estiva, così come resisterà la siccità dei mesi caldi.

Consigli per coltivare il melograno
Innanzitutto, è doveroso parlare del terreno: questo, infatti, deve essere ben drenato, anche sassoso o povero, al fine di coadiuvare quanto più possibile lo sviluppo di tutto l’apparato radicale.
Si consiglia, prima di mettere in dimora la pianta, di lavorare il terreno fino in profondità, aggiungendo eventualmente del terriccio fresco e del concime naturale.
E’ essenziale fare in modo che la pianta cresca in un luogo ben esposto ai raggi solari: se posto in una zona ombrosa, difatti, verranno prodotti pochi fiori, portando così ad un deperimento graduale della pianta.
Per quanto riguarda l’irrigazione, invece, è utile tenere presente alcuni fattori di vitale importanza, al fine di non pregiudicare il risultato finale dei frutti e della crescita dell’albero: il melograno teme particolarmente i ristagni idrici, e sopporta molto bene la siccità.
Poste in essere siffatte premesse, dunque, è pacifico affermare che si debba evitare di irrigare gli alberi in caso di terreno umido, o di abbondanti precipitazioni: in questo modo si eviterà di stressare eccessivamente l’albero.
E’ importante, inoltre, dirigere il getto d’acqua solo verso l’apparato radicale, evitando così di bagnare il tronco.

I frutti di melograno
Il pezzo forte dell’albero del melograno è senza dubbio il suo frutto: questo presenta una buccia coriacea, mentre al suo interno sono racchiusi, quasi come in uno scrigno di profumi e di sapori, i suoi semi dolci o leggermente aciduli.
Il metodo migliore per consumare il melograno è aprire il frutto, portare la buccia alla bocca e mangiarne i semi, per poi sputare la parte più interna.
A causa della sua natura, il melograno non è utilizzato in maniera massiccia per quanto riguarda l’industria alimentare, poiché è complicato gestirne la produzione.
Il modo migliore per consumare i suoi frutti è quello di raccoglierli dall’albero, aprirli e mangiarli freschi e crudi: in questo modo si assaporerà la dolcezza del melograno in tutto il suo splendore.
Il melograno va aperto in spicchi: questo, difatti, si configura come il metodo più comodo per mangiarlo, poiché la sua buccia coriacea non consente di sbucciarlo comodamente.
La raccolta dei melograni deve avvenire quando questi hanno la buccia rosata o rosso intenso; è possibile conservarli fino ad un mese in frigorifero.
Il fatto che si secchino senza marcire, poi, fa sì che possano essere utilizzati anche come degli oggetti ornamentali.

Il clima adatto per il melograno
Omaggiando anche la storia di questo meraviglioso albero, è bene notare come il melograno cresca perfettamente nella zona del bacino Mediterraneo: è quindi importante scegliere una collocazione calda e riparata.
Il momento migliore per procedere alla coltivazione del melograno, è in un periodo che va da Ottobre ad inizio Dicembre.
Senza l’intervento umano, il melograno può crescere tranquillamente; tuttavia, è importante drenare il terreno con delle periodiche concimazioni organiche, da porre principalmente ai piedi della pianta.
In questo modo, dunque, si assicurerà una crescita effettiva della pianta, facendo così in modo che questa venga assuma tutto il fabbisogno nutritivo necessario per la maturazione dei suoi frutti.

Gli strumenti adatti per la potatura
La potatura degli alberi è un’operazione obbligatoria da fare: questa, infatti, è di fondamentale importanza per cercare di evitare quanto più possibile quelle che sono le eventuali lesioni dei rami, che potrebbero dare il via libera all’infiltrazione di batteri o di funghi.
E’ importante munirsi di apposite cesoie per tagliare i gambi, poiché altrimenti si rischierebbe di danneggiare il frutto e di perderlo definitivamente.

Il melograno in cucina: un ingrediente inaspettato
Contrariamente a quanto si possa pensare, il melograno può essere tranquillamente consumato anche in cucina: che si tratti di condire un melograno in salsa agrodolce, o di utilizzare questo splendido frutto per fare delle gustose confetture, il melograno si presta a molteplici ricette, esaltando quindi quella che è la sua enorme versatilità.
Per fare una gustosa confettura è necessario semplicemente estrarre il succo dai melograni, avere a disposizione due mele preferibilmente verdi, così da dare quella consistenza cremosa alla marmellata, e finire il tutto con dello zucchero e del succo di limone.
Con pochi e semplici ingredienti, dunque, è possibile ricavare una marmellata da mangiare in qualsiasi occasione, che sia la mattina a colazione, o che si tratti di una sana e gustosa merenda in compagnia di grandi e piccini.

Come coltivare il melograno se non si ha a disposizione un terreno
Il melograno, come più volte detto, è un albero altamente versatile: ciò significa, infatti, che può essere tranquillamente coltivato anche in casa, mettendolo in un apposito vaso; va da sé che il risultato finale sarà quello di un melograno nano, la cui altezza non supererà il metro complessivamente.
E’ pacifico affermare che coltivare il melograno in vaso richieda una serie di attenzioni maggiori, come ad esempio un’idratazione maggiore e più frequente: qualora non si idratasse a dovere la pianta, infatti, questa avrà difficoltà a sviluppare il suo apparato radicale, pregiudicando quindi il risultato finale della pianta.
Il melograno nano, infine, deve essere constantemente monitorato e potato per evitare la crescita disordinata dei rami.

In definitiva, quindi, il melograno è un albero in grado di restituire tantissime sensazioni. Il fatto che affondi le sue radici storiche fino a duemila anni fa, poi, lo rendono ancora più affascinante.
Attraverso semplici accorgimenti e con qualche trucco dettato dall’esperienza, poi, sarà possibile contare su una resa finale a dir poco perfetta.
Per gli amanti di questo frutto che però non sono in possesso di un terreno, poi, c’è la possibilità di poterlo coltivare comodamente in casa, utilizzando degli appositi vasi dove farlo crescere.
Il fatto che non richieda particolari cure, poi, lo rende perfettamente gestibile; i frutti che restituirà delizieranno i palati di tutti, sia mangiandolo chicco per chicco (quasi come se fossero delle caramelle), sia utilizzando i suoi frutti per la preparazione di confetture o di succhi di frutta nutrienti e adatti per ogni occasione.

Acquista Melograni online

Questo fruttifero è originario dell’Asia. Le ipotesi più accreditate lo indicano come endemico del Medio Oriente o dell’India settentrionale. In Italia arrivò grazie ai romani che lo conobbero nel Nord dell’Africa, in particolare durante le guerre puniche, da cui il suo nome in latino “Punica Granatum”. I melograni sono arbusti di taglia media/piccola dal portamento arrotondato. Le varietà più grandi raggiungono i 5 metri di altezza per 3 metri di diametro. In condizioni ottimali è tra i fruttiferi più longevi, visto che può superare tranquillamente i 200 anni di vita. I rami, dotati di spine, rimangono spogli fino a metà primavera quando spuntano le foglie, ad inizio stagione sono di un bel verde vivace per diventare dorato acceso in autunno. La corteccia è molto decorativa: è infatti molto attraente il contrasto tra i rami e il tronco (argentati) e i nuovi getti, rossastri. I fiori, che possono essere più o meno doppi a seconda delle varietà, appaiono da maggio a settembre nei colori dal rosso al giallo pallido. I frutti, di grande bellezza, maturano tra l’autunno e l’inverno. Sono composti da una scorza coriacea di color giallo o rosso scuro contenente una miriade di semi rossi, traslucidi, dal gusto dolce o acidulo.

Immagini deli nostri grandi alberi Melograni

Melograni 1
Melograni 2
Melograni 3
Melograni 4
Melograni 5
Melograni 6
Melograni 7
Melograni 8

Lascia un commento