Scegliere le piante per il proprio giardino è sempre una grande emozione, ma capire quali piante preferire dipende da tanti elementi da prendere in considerazione, per fare sì che il tuo giardino sia davvero un’oasi verde dove rifugiarti e scaricarti dallo stress della vita di ogni giorno, trasformando anche un piccolo angolo verde in una risorsa per sentirti in vacanza anche a casa tua, basta scegliere le piante giuste.
La zona in cui si vive ha un’importanza basilare per capire come gestire il proprio giardino, un giardino che si trova nel Salento richiederà una gestione differente da uno collocato in Val d’Aosta, in termini sia di scelta delle piante appropriate sia di progettazione dei singoli spazi: temperature più calde permetteranno la scelta di una gamma più ampia di piante, che siano alberi, arbusti o piante fiorite, ed allo stesso tempo renderanno necessario un sistema di irrigazione temporizzato ed efficace. Invece un giardino in Val d’Aosta renderà necessaria la scelta di piante resistenti al gelo, capaci di affrontare i rigori invernali senza il rischio di gelare, e semmai prevedere una piccola serra per la messa a dimora delle piante più delicate in inverno.
A seconda dell’esposizione del giardino si avranno zone più o meno soleggiate ed aree sempre in ombra: un giardino con prevalenza di esposizione ad ovest avrà grandi aree soleggiate al pomeriggio, quindi per un numero di ore maggiore rispetto a un giardino con prevalenza di esposizione a est, in cui il sole arriverà di mattina, per un numero minore di ore e con temperature decisamente minori rispetto alle ore pomeridiane. Quindi la scelta delle piante sarà strettamente collegata all’esposizione del sole, per fare sì che la coltivazione renda al meglio e ogni pianta cresca in salute e dia il meglio di sé per molto tempo.
Ogni giardino, per quanto piccolo, avrà bisogno di essere progettato. Non basta comprare e collocare le piante a caso, magari delle piante bellissime, che però non riusciremo a innaffiare regolarmente e che moriranno in poco tempo. Con una progettazione adeguata, e programmando ciò che vogliamo dal nostro giardino, ci metteremo nelle condizioni di poterci godere i nostri spazi verdi al meglio. Facciamo qualche esempio: il nostro giardino è esteso, in leggera salita, con qualche albero da alto fusto. Come vogliamo gestirlo? Vogliamo programmare un sistema di irrigazione automatico – che prevede di essere interrato sotto il prato – oppure vogliamo procedere con una gomma avvolgibile da giardino? Questo dipenderà da quanto tempo abbiamo a disposizione per prendercene cura. Pensiamo di passare del tempo all’aperto? Dobbiamo prevedere una zona dove collocare poltrone e sdraio. Pensiamo di illuminare il giardino? Allora dovremo considerare di far posare i cavi della luce sotto terra, per evitare fili volanti, pericolosi e fuori norma. E ancora: vogliamo affrontare l’avventura della semina del prato oppure preferiamo optare per delle zolle erbose pretagliate che ci daranno un prato già rigoglioso? Tutte cose sulle quali dobbiamo riflettere prima di comprare le piante.
Qualunque sia la nostra tipologia di giardino, nella scelta dovremo ricordare di creare un giusto mix di varietà, aiuole colorate, alberi e arbusti, e periodo di fioritura, così da avere delle macchie di colore anche in inverno. Poi dovremo considerare che tipo di giardino desideriamo: un giardino roccioso, ad esempio, sarà adatto per spazi piccoli e soleggiati, magari in salita, visto che sarà un misto di terreno e pietra, con le piante inserite fra una pietra e l’altra.
un arbusto sempreverde che predilige il pieno sole e appartiene alla famiglia delle Caprifoliacee, come la LONICERA e il GELSOMINO (che però sono rampicanti), produce dei bellissimi fiori bianchi anche nella stagione fredda, il che renderà il vostro giardino colorato e profumato per gran parte dell’anno. Sarà bellissimo per creare delle siepi, oppure un’ombreggiatura per altre piante più piccole e adatte al mezzo sole.
è una pianta a cespuglio da piantare in pieno sole, che produce piccoli fiorellini a campanula in varie tonalità del rosa e fiorisce più volte nel corso della stagione (basta avere l’accortezza di togliere i fiorellini appassiti); necessita invece di una posizione isolata, come protagonista dentro un’aiuola, perché ha un apparato radicale importante, e potrebbe soffocare le piante vicine, ma è di grande effetto e vale la pena di prenderla in considerazione per giardini di dimensioni medie o grandi.
chiamata anche ALLORO MACULATO, è un arbusto che produce delle belle foglie lucide verdi a macchie gialle o verde chiaro, e delle bacche rosse e arancioni, è molto resistente e produce un bell’effetto tutto l’anno. Necessita di annaffiature anche durante l’inverno, ma preferisce una posizione che non sia in pieno sole, altrimenti le foglie tendono a bruciarsi.
Tralasciando gli alberi da alto fusto, concentriamoci su quelli adatti anche a giardini di piccole o medie dimensioni: L’ACERO, a seconda della varietà, ha dimensioni ridotte e un fogliame che può variare dal verde al rosso cupo, ha bisogno di terreno acido, morbido e a PH acido, ma non ha un apparato radicale importante, perciò può essere piantato abbastanza fittamente.
regala delle bellissime fioriture, è un vero e proprio albero a fusto singolo e necessita di potature adeguate ma non selvagge. L’importante è acquistarlo in fioritura, per rendersi conto della dimensione e del tipo.
non è solo quel meraviglioso albero che, a coltura intensiva, ci fornisce l’olio: è anche un albero con una sua selvaggia bellezza, il tronco nodoso e contorto, le foglie argentee, le dimensioni che possono restare contenute, soprattutto quelli pugliesi, mentre quelli calabresi sono molto più alti e svettanti. E’ importante acquistare piante giovani, che possano ambientarsi e rafforzarsi una volta messi a dimora, mentre se comprati già adulti non attecchiranno bene e mostreranno sempre fragilità e caducità.
che molti conoscono, è un albero a fusto singolo e può raggiungere anche grandi dimensioni, ma è a crescita molto lenta, quindi è adatto a essere piantato anche in giardini di medie dimensioni. E’ sempreverde, con foglie lucide lanceolate che hanno durata biennale, e fiori dal profumo intenso, in tonalità che vanno dal bianco al rosa, con una fioritura primaverile. Una curiosità: i fiori di magnolia sono commestibili, si possono consumare fritti o impanati.
Partiamo dalla ROSA, la pianta fiorita per eccellenza: bellissima, dal profumo delicato a seconda della varietà, predilige il sole pieno ma si adatta anche alla mezz’ombra, necessita di potature regolari per evitare una crescita selvaggia e preferisce terreni compatti a prevalenza argillosa. Ci sono varietà rampicanti, che crescono al punto da diventare tappezzanti e non necessitano di alcuna cura, e varietà arbustive, che con una potatura adeguata possono diventare ad alberetto, permettendo di arricchire con altre piante annuali fiorite o tappezzanti le aiuole che le ospitano.
Una pianta fiorita che invece ama l’esposizione più riparata è il RODODENDRO: Predilige un terreno acido e umido, produce bellissime infiorescenze a ciuffi, composti da dieci fiori campanulati ciascuna, di tonalità che vanno dal bianco, al rosa, al rosso; se le infiorescenze sono composte da meno di dieci fiori, la pianta prende il nome di AZALEA.
Un’altra pianta che merita sicuramente un posto in un giardino variopinto è l’ASTILBE, con un’altezza che può raggiungere il metro e dei fiori minuti riuniti in leggere pannocchie che sembrano piume, con colorazioni che vanno dalle tonalità del rosso e rosa al bianco, giallo e porpora. Sono molto resistenti e rustiche, e possono fiorire, a seconda del genere, dalla primavera a settembre, quindi sceglierne di diversi tipi assicurerà un’aiola fiorita per tutta la stagione.
Un’ultima famiglia che merita un posto in un giardino è quella delle conifere, adatte a creare siepi ombreggianti che possano assicurare privacy se piantate vicino alle recinzioni.
Lasciando da parte abeti e pini, adatti prevalentemente a giardini di ampie dimensioni, perché alberi ad alto fusto, le conifere che possono trovare spazio in giardini di metratura più ridotta sono la THUIA, sempreverde, amante del pieno sole, che predilige i terreni umidi, ed ha una colorazione che può andare dal verde smeraldo al blu-argento.
Un’altra conifera adatta a siepi e recinzioni è il GINEPRO, di cui esistono cinquanta varietà: è una conifera versatile, si adatta a tutti i tipi di terreno, richiede poca manutenzione, basta una leggera potatura per mantenerlo in forma, ed in posizione isolata è anche adatto ai giardini rocciosi.
Infine troverete nel CIPRESSO DI LAWSON, detto anche CIPRESSO DELLA CALIFORNIA, una pianta di grande impatto visivo, dai colori che vanno dal verde tenero al blu, che predilige terreni asciutti, ha bisogno di essere potato solo una volta l’anno, ed oltre a fornire protezione da sguardi indiscreti, è anche dotato di piccoli aghi dall’apparenza innocua, che però pungono.
Ecco alcune tra le piante da appartamento più resistenti.

Non necessita di molta cura essendo facilmente adattabile a vari posti della casa. Preferisce ambienti assolati ma non ambienti esposti direttamente ai raggi del sole.
Quando le foglie vecchie in fondo si seccano, cadono periodicamente da sole.
Perfetta come pianta da appartamento, perché è molto resistente a varie temperature, ma soprattutto non necessita di grande accortezza.
Una bellissima pianta molto resistente, la dracena marginata è l’ideale per chi vuole una pianta resistente in casa e non ingombrante. Molto delicata e piacevole alla vista.

Non richiede molta cura, ha bisogno di luce ma non di luce diretta. Si consiglia di annaffiarla periodicamente, come anche la concimatura, preferibile due volte al mese.
La potatura va effettuate solamente per eliminare i rami secchi oppure per ridurre leggermente l’altezza. Quando ci accorgiamo che le radici fuoriescono dal vaso, si consiglia di travasare la pianta con un vaso più grande e di eliminare le radici sporgenti.
Può capitare che la pianta perda le foglie, questo non vuol dire che sia secca, ma semplicemente è sensibile ad un nuovo clima, per cui dopo pochi giorni riprodurrà nuove foglie verdi.
La sua forte adattabilità ad ambienti secchi, la rende una pianta molto resistente anche a zone della casa non particolarmente soleggiate.

Per la potatura basta tagliare un ramo e metterlo in un bicchiere d’acqua, esso in poco tempo emetterà nuove radici e potrà essere quindi trapiantato in un vaso con terriccio. Il Photos è anche una delle poche piante che ha la capacità di pulire l’aria della casa. Per queste sue caratteristiche si adatta facilmente ad ambienti chiusi, necessita poca manutenzione e ha una buona crescita e resistenza alle malattie.

Non ama temperature molto basse, per questo gli appartamenti sono ideali per questa pianta. Essendo una pianta grassa non necessita di molta acqua. La Lingua della suocera inoltre è tossica per gli umani e per gli animali, contiene una sostanza usata per gli shampoo. Per le sue caratteristiche di pianta grassa, la Lingua della suocera può essere tranquillamente tenuta in casa, proprio per la minima cura che essa richiede. Inoltre non è soggetta a parassiti, malattie e non richiede di essere travasata.

Una particolarità di questa pianta è la sua continua germogliazione di nuovi steli. Da un recente studio si è scoperto che questa pianta riesce a pulire l’aria di ambienti chiusi, eliminando alcune sostanze dannose, tra cui benzene, xylene e tante altre.
Abituata a diversi climi, questa pianta si adatta anche a diversi tipi di terriccio, per cui coltivarla in casa, non necessita di grande conoscenza o di grande cura. Se vengono seguite queste pochissime indicazioni, la pianta crescerà molto velocemente sempre in buona salute.

Predilige un clima caldo ma non direttamente esposto al sole, al contrario non ama temperature molto basse. Se non si vuole far crescere la cima molto alta si consiglia di potare la pianta nel periodo giusto.
Come le altre piante anche questa aiuta a purificare l’aria delle nostre case, grazie alla sua capacità di raccogliere tossine e altre sostanze nocive. Grazie alla sua resistenza è adatta per chi non vuole dedicare molto tempo alla cura delle piante; con una piccola manutenzione essa dura anche molti anni, vista la sua longevità.

Pianta molto bella anche perché presenta un’infiorescenza dal colore bianco o verdastro.
Resiste ad ambienti con poca luce, infatti può essere posizionata anche in un bagno. Il terreno deve essere umido, inoltre ha bisogno di un clima caldo umido.
Se ben tenuta in queste condizioni regala bellissimi fiori.
Queste sue caratteristiche portano questa pianta ad essere posizionata ovunque nelle nostre case, anche per il fatto che richiede pochissima manutenzione.
Consigliata per chiunque vuole una pianta resistente in casa, molto bella da vedere e appariscente. Posizionabile in qualsiasi parte della casa, per dare un tocco creativo e un po’ di verde nelle zone e stanze della tua casa.

Nel periodo della fioritura produce lunghi fusti carnosi da dove emette piccoli fiori e nuove piantine. Per questa sua particolarità sono adatte anche da appendere essendo piante pendenti.
Predilige zone assolate ma non la luce diretta del sole.
Nel periodo estivo si consiglia di innaffiarla maggiormente ma sempre con moderazione.
La facile crescita e poca cura, la rende una pianta molto resistente per appartamenti. I suoi fiori che a loro volta producono delle nuove piantine sulla cima, la rendono molto semplice per la riproduzione.

Come altre piante anche questa presenta una tossicità un pò ovunque per cui se le foglie vengono ingerite si rischia di infiammare lo stomaco, oppure si può irritare la mucosa, gli occhi e la bocca.
Con pochissimi e semplici passaggi da seguire anche questa pianta è molto resistente per vivere in un appartamento che sia ben illuminato o scarsamente illuminato.

La pianta prende questo nome dal suo frutto, simile ad una pannocchia con scaglie esagonali, dal caratteristico sapore dolce. Solitamente in un appartamento non produce frutti. Predilige temperature medio alte, può resistere anche a temperature sotto lo zero.
Vista la sua resistenza ai parassiti, questa pianta è ottima per vivere in appartamenti. Essa è in grado di assorbire fino all’80% delle sostanze nocive nell’ambiente, e se tenuta bene può vivere fino a 30 anni.
Il giardino è uno degli spazi della casa più cari e belli da vivere, ma necessita di moltissime cure in tutte le stagioni. Oltre alla progettazione del giardino e alla sua realizzazione, alla scelta delle piante giuste, è importante poi fare manutenzione del giardino e curare le piante, affinché possano crescere rigogliose e nel migliore dei modi.
Sebbene vi siano molti aspetti particolari da seguire, ed ogni pianta ha le proprie necessità, ci sono delle criticità comuni a tutti i vegetali. Scopriamo quindi quali sono le più comuni 5 malattie delle piante e come curarle.
Le piante come ogni essere vivente, quando sono malate, hanno sintomi specifici, che possono permettere di trovare una soluzione al problema.
Le foglie sono di norma il primo indicatore del cattivo stato di salute di un vegetale, e spesso è dovuto a carenze nutrizionali o ad un eccesso di nutrimenti. Naturalmente ci sono numerose cause, che possono comportare il cambiamento di colore delle foglie e del loro stato, come vedremo nei successivi paragrafi, ma le carenze o gli eccessi nutrizionali sono la causa più frequente delle malattie delle piante.
Ciò non accade solo ai principianti, ma anche ai professionisti e non dipende sempre da una coltivazione sbagliata. Ogni specie ha le sue specifiche necessità, ma sono numerosi i fattori esterni ed ambientali, che incidono sulla sua salute come la luce, lo stato nutrizionale del terreno, la quantità d’acqua che si usa per irrigare ed eventuali ristagni di quest’ultima. In questo caso bisogna studiare attentamente le caratteristiche della pianta, concimandola nel periodo giusto con del concime specifico, spostarla dalla luce se troppo forte e fare molta attenzione all’acqua, specie al PH e alla capacità di drenaggio della terra. La maggior pare delle piante soffre in questi casi di mancanza di azoto, magnesio e ferro, tutti elementi necessari al suo corretto ciclo di vita.
La mancanza di qualche elemento minerale si riconosce sempre dal colore delle foglie. L’azoto ad esempio è caratterizzato da un fogliame giallastro, che colpisce prima le foglie vecchie e poi si estende alle nuove. Se il problema persiste si osserveranno delle venature porporee sui rami e sulle venature. Oltre che il colore, anche lo stato della foglia è un buon indicatore come nel caso del potassio, che fa perdere lucentezza all’intera foglia, seccando i margini.
Le infestazioni colpiscono numerosi giardini. A volte riguardano l’intero spazio ed altre si concentrano su determinate piante. Gli afidi sono i più popolari, insieme alle cimici e ai bruchi. Questi ospiti indesiderati portano in breve tempo alla morte della pianta. I primi si nutrono della sua linfa e sono facilmente visibili ad occhio nudo. Le cimici ed i bruchi si nutrono della parte superiore, e la loro presenza si riscontra quando si notano buchi ed altri segni di morsi sulle foglie.
In entrambi i casi se non si agisce tempestivamente, si rischia di compromettere la pianta per sempre.
Esistono numerosi metodi per eliminarli, ma a volte la pianta non riesce a recuperare. Un buon disinfestante agisce in maniera efficace fin dal primo utilizzo, uccidendo gli animali infestanti e le eventuali presenze di uova sul vaso e lungo la pianta. Questi prodotti sono molto forti e la pianta è soggetta a molto stress, e per questo si dovrebbero preferire prodotti ecologici o a basso impatto ambientale. In molti siti specifici vengono fornite anche istruzioni per composti da preparare a casa con rimedi naturali.
Due fastidiosi parassiti comuni sono la cocciniglia e la mosca bianca. Sono molto presenti nei climi caldi e colpiscono piante da balcone e giardino. La prima si riconosce per la presenza di insetti bianchi, che iniziano ad infestare i rami e poi le foglie, provocandone macchie e deperimento. Non è particolarmente invasiva e di norma basta eliminarla attraverso batuffoli e tessuti imbevuti di alcool, o con l’utilizzo di prodotti poco invasivi.
Invece la mosca bianca è favorita dalla presenza di acque stagnanti o terreni troppo irrigati. Non è molto semplice riconoscerla ed una volta iniziata l’infestazione si diffonde velocemente. La pianta appare rovinata, in particolare sulle foglie e sui rami.
Facendo attenzione a limitare il consumo d’acqua ed eliminando eventuali fonti di umidità, si deve provvedere ad eliminare le parti colpite e manualmente anche le larve. Per uccidere gli esemplari adulti gli si deve creare un ambiente inospitale e mettere delle trappole cromotropiche per catturarli.
La presenza di funghi lungo la pianta o di muffe sul terreno è un problema molto comune tra chi si occupa di giardinaggio. Nello specifico la muffa grigia e l’oidio sono le due problematiche più frequenti.
La muffa grigia è causata dalla botrite, un patogeno che causa la morte della pianta, facendo marcire sia il fusto che le foglie. E’ molto contagiosa e capace di colpire molte piante. E’ presente quando si ha una forte concertazione di piante in poco spazio, ma è causata principalmente dalla temperatura, dall’umidità e dalla condensa.
Su questi fattori si deve intervenire per salvare la pianta. Bisogna assicurarsi che vi sia la giusta temperatura ed un grado di umidità adeguato favorendo l’aereazione e nel caso spostando il vaso se l’ambiente non è quello adatto. Come la si scopre, è essenziale eliminarla anche tagliando le parti della pianta, che sono state colpite e quelle che vi si trovano a contatto. Una particolare attenzione si deve dare alla quantità d’acqua con la quale si irriga, e nel caso di ambienti di grandi dimensioni, ricercare soluzioni idonee per l’irrigamento.
L’oidio è una malattia fungina ed appare sopratutto in Primavera a causa degli sbalzi termici, favorito da un clima caldo ed umido e dalla cattiva areazione del terreno. Si presenta come una sorta di polvere con chiazze bianche e si attacca alle foglie fino a fare seccare la pianta. Il fogliame non cresce più ed inizia velocemente a deteriorarsi e a cadere. Si riconosce molto facilmente e non a caso è chiamato in gergo comune mal bianco. E’ una malattia contagiosa, che può in breve tempo infestare anche le altre piante.
E’ una malattia che bisognerebbe prevenire ponendo attenzione al grado di umidità e alla temperatura, ma qualora colpisca una pianta è necessario utilizzare in più trattamenti un forte fungicida, e nel frattempo allontanare se possibile la pianta dalle altre.
Alcune muffe si riconoscono dal color ruggine ovvero dalla comparsa di uno strato superficiale rossiccio-brunastro a forma tondeggiante. La tonalità può variare fino al nero e dipende dal periodo dell’anno in cui si verifica. Non sempre vengono riconosciute in tempo perché si confondono con problematiche legate alla carenza di minerali.
La diffusione della pigmentazione su tutta la pianta la porta ad una morte graduale. Le cause sono sempre legate alle temperature, all’umidità e all’areazione, quindi la prevenzione di questi fattori è l’arma più efficace perché compare gradualmente e con le giuste cure può essere stoppata. Nel caso però la pianta venga colpita fortemente dagli agenti patogeni che provocano le macchie color ruggine, si devono utilizzare prodotti per la disinfestazione specifici e sciacquare il terreno con altri strumenti come infusi naturali o liquidi particolari venduti nei negozi.
Le radici sono la parte più delicata di una pianta. Osservare eventuali problemi è molto difficile poiché interrate e spesso quando emergono problemi, non si ha la tempestività per risolverli. Il marciume radicale fibroso è una delle problematiche meno note, ma più comuni quando ci si occupa di giardinaggio.
E’ causata da un fungo, che attacca tutte le piante indipendentemente dalla varietà. Attacca con più facilità quelle denutrite, che hanno carenze minerali, ma non è raro trovarlo anche in piante, che godono di perfetta salute.
Le cause principali sono legate al terreno, alla sua idratazione e all’umidità. Può essere trasportato attraverso concimi o fogliame appassito, ed ha un lungo periodo di incubazione, pari a 5-6 anni.
Inizia attaccando le radici e presenta i primi segni visibili sul fogliame, che ingiallisce e cade, ma anche sul colletto della pianta con la comparsa di funghi e lacerazioni.
Si previene evitando i ristagni ed offrendo alla pianta il giusto livello di umidità ed acqua, ma qualora la pianta ne viene colpita è difficile da eliminare.
Si deve cambiare totalmente il terreno, sciacquando le radici e cercando di eliminare quelle che presentano i funghi. A contempo bisogna anche toglierli dal colletto, operazione da effettuare delicatamente cercando di incidere il meno possibile.
In questo articolo illustreremo quali sono le migliori e più diffuse piante della tradizione del giardino Zen. Forniremo inoltre una guida alla scelta delle piante e alla loro posizione all’interno dello spazio.
Questa forma d’arte si è sviluppata in Giappone a partire dal Duecento. Grazie alla sua unicità, è al giorno d’oggi, uno degli stili paesaggistici più conosciuti e copiati al mondo. Molti architetti si sono cimentati nella realizzazione di questi giardini.
Nella cultura occidentale il giardino è uno spazio aperto alle necessità materiali dell’uomo. Viene sfruttato come elemento decorativo e a volte integrato con zone coltivate, per accontentare il desiderio e la necessità di un luogo dove alleviare il peso della vita quotidiana. Invece, il giardino della cultura orientale, in particolar modo il giardino giapponese Zen, è un luogo puramente meditativo e spirituale. Dove gli elementi semplici di cui è composto trovano equilibrio e alimentano le emozioni, la riflessione, la pace interiore e la serenità d’animo.
Questi giardini aiutano la meditazione grazie alla espressione concettuale di ogni elemento, appartenente alla composizione paesaggistica. Sabbia, pietre, specie vegetali e punti d’acqua sono i veri protagonisti, che devono rappresentare la semplicità, in quanto valore fondamentale del buddismo. Un giardino che è un’opera d’arte in continuo cambiamento, così come il susseguirsi delle stagioni. Esso incarna il movimento della natura e del tempo, per questo ha bisogno di essere curato e rinnovato continuamente.
Nel contatto e nella manutanzione di questi spazi ogniuno di noi trova un istante di lucida meditazione. La meditazione viene stimolata grazie alle forme del giardino, che vengono studiate nei minimi particolari per ricreare paesaggi e zone naturali esistenti in altri luoghi, riducendo la loro grandezza ad un livello tale da poter integrati dentro il giardino. Questi concetti paesaggistici vengono miniaturizzati creando una forma unica e tipica della cultura giapponese il cui esempio principale è l’arte del bonsai.
Le piante all’interno del giardino Zen sono state inizialmente considerate come semplici oggetti ornamentali, nel corso del tempo le stesse piante hanno assunto funzioni più attive e considerate parte fondamentale del giardino.
La scelta delle piante in un giardino zen è molto importante, in quanto grazie a delle piante di un certo tipo la meditazione all’interno del giardino può essere favorita, e inoltre piante di questo tipo possono favorire il rilassamento dei muscoli e delle sensazioni mentali e fisiche. Quando venne concepito il concetto di giardino Zen le piante non erano presenti in quanto si pensava di ottenere gli stessi effeti con elementi inerti, principalmente sabbia e rocce. In un secondo momento e gradualmente sono stati inseriti fiori, arbusti ed alberi.
Le piante hanno la capacità di rappresentare e ricreare ambienti naturali in miniatura all’interno del giardino, inspirati a paesaggi esistenti. Quindi è molto importante scegliere le piante giuste quando si sta progettando un giardino zen, in quanto possono cambiare completamente la funzionalità del giardino meditativo, e della meditazione all’interno del giardino stesso. Scegliendo alcune piante piuttosto che altre si può ottenere un effetto di giardino zen che soddisfa le proprie esigenze e necessità.
Le piante hanno un ruolo importante. A seconda delle loro fasi di crescita. Dalla nascita fino alla morte delle stesse, ricreando un ciclo all’interno del giardino che rappresenti lo scorrere della vita e la rinascita dell’anima. Ad esempio le fioriture prolungate o specie sempreverdi, che posseggono soltanto le foglie, possono essere utilizzate di forma differente in base alla zona naturale che si vuole ricreare. La collocazione di questi componenti influenza non solo l’aspetto estetico anche quello metaforico, in base alla disposizione all’interno del giardino.
L’assortimento delle specie vegetali è definito, vengono utilizzate all’interno di un giardino tradizionale Zen essenze vegetali tipicamente asiatiche, principalmente diffuse in Giappone. Ovviamente non tutte queste piante possono crescere degnamente in tutte le zone climatiche, di conseguenza verranno utilizzate piante similari che resistono ai climi più diversi. Le linee guida per la realizzazione impongono di rendere sempre un insieme minimalista e poco caotico, prediligendo soprattutto l’armonia tra le varie componenti del giardino.
Il posizionamento degli alberi in un giardino Zen segue un disegno triangolare o piramidale. Si utilizzano principalmente piante di origine Giapponese. Che siano di habitat e quote simili tra loro. Si possono collocare anche esemplari provenienti da altre zone, basta che rispettino queste indicazioni. Verranno posti uno affianco all’altro rispettando la loro posizione in natura. Simbolicamente le piante sono posizionate in base al loro carattere maschile e femminile, in solitario o accanto alla casa o vicino ai gruppi di rocce. Da tenere in conto anche la presenza di piante ovviamente particolarmente adatte ad ambiente umidi in prossimità di laghetti o zone d’ombra.
Questa è la scelta delle piante più utilizzate nella creazione di un giardino Zen raggruppando le essenze vegetali in base al loro scopo.
Seguendo le tradizioni giapponesi si possono utilizzare i rami degli alberi in modo tale da creare un arco d’ingresso del giardino. Questa disposizione è specifica, in modo tale da essere obbligati a passare sotto o in mezzo le piante d’ingresso. Un atto che influisce in forma positiva sul destino dei visitatori. Inoltre contiene un significato di umiltà e devozione. Le piante che fanno parte di questa categoria vengono definite a carattere di tipo maschile. Conseguenza vengono posizionate singolarmente e foggiate a colonna o piramide.
Il pino bianco giapponese è una conifera sempreverde. È diffusa in Giappone e la corteccia grigia è una delle caratteristiche tipiche di questa essenza. Il pino bianco è un ottimo tipo di pianta (albero) da utilizzare all’ingresso del giardino zen, in quanto favorisce l’interazione con la natura. Il pino bianco ha bisogno di calore e quindi di un esposizione diretta alla luce del sole. Inoltre preferisce un suolo drenante e ricco di sostanze nutritive. Può anche essere posizionato come pianta singola.
Il tasso giapponese è una specie sempreverde. La corteccia è rossa, durante la fase adolescenziale liscia e con gli anni tende a fessurarsi, rialzarsi ed a staccarsi sotto forma di scaglie. Resistente sia al freddo sia alla siccità. Piuttosto tollerante anche nei confronti delle malattie. Questa pianta ama particolarmente ambienti freschi ed umidi, tipici dei sottoboschi; può vivere e svilupparsi correttamente anche in ambienti ombrosi, ma non subisce danni, neppure se esposta tutto il giorno al sole.
Molto diffuso in oriente è il Ginkgo biloba unico esemplare del suo genere, è una pianta a rischio di estinzione e rappresenta una specie molto antica, dotata di foglie lobate molto ornamentali. Anche il comune salice piangente può essere utilizzato per via della sua chioma ornamentale e per l’effetto che crea durante il soffiare del vento leggero. L’Acer palmatum, grazie alla caduta delle foglie in autunno, richiama simbolicamente la caducità dell’uomo. Il momento della caduta delle foglie di questi alberi è molto importante, inoltre la loro collocazione dovrebbe essere quanto più vicina all’abitazione.
Il Ginko biloba è una pianta nata in Cina, che merita maggiore attenzione e cure, oltre che ad un approfondimento delle sue riconosciute propietà curative e per il suo enorme significato come simbolo di longevità e di rinascita, diffuso in tutta la cultura e la tradizione buddista.
Il salice piangente è un albero piuttosto resistente, non è incline alle malattie e non necessita di particolari cure.
L’acero rosso giapponese è un albero che può raggiungere diverse dimensioni. Apprezzata dai paesaggisti per le sue caratteristiche rustiche. Molto resistente ai climi freddi, inoltre non ha bisogno di condizioni climatiche particolari. Ama crescere in terreni ricchi di humus e drenanti. Le foglie hanno il caratteristico colore rosso. In Giappone viene coltivato e apprezzato da secoli per il suo portamento e la bellezza del suo fogliame di colore rosso vivo, lo è anche in formato ridotto (bonsai). Viene posizionato esclusivamente accanto alle abitazioni delle case per richiamare in osserva il senso della caducità dell’uomo.
Un genere di piante molto vasto, che comprende vari esemplari, adatti a essere collocati ai margini del giardino come barriera naturale dall’esterno o singolarmente in posizione lontana del centro del giardino. Molte di queste piante vengono utilizzate all’interno dell’arte bonsai.
Il ginepro è un arbusto sempreverde, di altezza compresa tra 1 e 10 metri, con foglie aghiformi e bacche blu-viola, ricoperte da una pellicola opaca. Vengono utilizzati in Giappone nell’arte bonsai poiché permettono di ottenere forme molto originali e uniche.
Quest albero è originario del Giappone, si tratta di una specie di grande portamento. Quando si vogliono piantare all’interno di un giardino Zen va tenuto in considerazione il fatto che questa essenza vegetale ha bisogno di cure particolari e di un attenzione maggiore nel mantenimento. Temperatura, luce, l’umidità dell’ambienta e testura del terreno sono gli elementi da prendere in considerazione. Questo albero si sviluppa con molta facilità in quasi tutti i tipi di terreni. I quali vanno mantenuti umidi.
L’aralia è una pianta sempreverde. Originaria del Giappone e diffusa anche in Corea. E’ molto rustica, che riesce a sopravvivere anche nei climi freddi. Questa specie viene generalmente posizionata all’interno delle abitazioni delle case. Come pianta per la depurazione dell’aria grazie alle sue capacità di assorbimento di elementi inquinanti aerei. Questa essenza vegetale è un arbusto pieno di ramificazioni. Il fusto ha la caratteristica di moltiplicare il numero delle ramificazioni dalla base della pianta. Altro elemento importante sono le meravigliose foglie di grandi dimensioni.
La Zelkova parviflora è una pianta proveniente dal Giappone e dalla Cina, è considerata l’equivalente degli olmi e delle quercie europei e americani. Questa specie è, molto simile all’Olmo, con un unica differenza, le caratteristiche foglie seghettate. Il tronco ha una corteccia squamata sottile di colore grigio. Necessita di sole pieno ed è resistente ai climi più caldi. Questa essenza vegetale viene inoltre utilizzata e molto apprezzata nell’arte bonsai.
E ‘coltivato per il suo legno di altissima qualità in Giappone, dove viene utilizzato come materiale per la costruzione di palazzi, templi, santuari, teatri Noh tradizionali, bagni, racchette da ping-pong e Masu. Il legno ha aroma di limone, un leggero colore marrone rosato, con una grana ricca e diritta ed è molto resistente alla putrefazione. È anche un albero ornamentale popolare in parchi e giardini, sia in Giappone che in altri luoghi di clima temperato, compresi l’Europa occidentale e parti del Nord America. Un grande numero di cultivar è stato selezionato per la semina nei giardini, comprese le forme nane, le forme con foglie gialle e le forme con fogliame denso. Inoltre è spesso cresciuto come un bonsai.
Detto anche Cedro dell’India. Questa è una specie nativa dell’Ovest del Himalaya, Est dell’Afghanistan, Pakistan, India, Tibet e Nepal. E’ una conifera dal portamento conico. Le proprietà curative del Cedrus deodora sono ben conosciute in India nei medicamenti ayurvedici. L’inerno del tronco è profumato utilizzato per fare incensi, si può anche distillare per fare oli essenziali.
L’abete è un albero sempreverde, di grande portamento, dalla forma piramidale conica. La corteccia è liscia e grigia con caratteristiche vesciche resinose. La specie è originaria dell’America settentrionale. Viene riconosciuto in tutto il mondo come il classico albero di Natale. Quest albero viene coltivato anche per ricavarne il legno. Molto sfruttato nell’artigianato, nelle costruzioni in generale e per la produzione di carta.
Abbiamo accennato al fatto che è possibile utilizzare anche piante da fiore, queste dalle forme spesso aggraziate rappresentano la tipica essenza femminile, stanno a simboleggiare la rinascita, lo sviluppo e la vita che continua.
L’azalea è un grande arbusto sempreverde o deciduo, èuna pianta da medio portamento. Dal fusto sottile, legnoso in parte. Dalla forma tondeggiante. le foglie di colore verde scuro, hanno forma ovale e al tatto ruvide. In primavera fioriscono. I fiori variano di colore dal rosa, al rosso o bianco. Esistono una grande quantità di ibridi, e raramente si possono incontrare specie di colore lilla o azzurro. Questa specie resiste con difficoltà ai climi freddi.
Prunus mume, conosciuto come ume o albicocco giapponese, è una specie asiatica il cui fiore è stato il tema favorito dai tempi antichi nella pittura dell’est asiatico e del Vietnam. I colori dei suoi fiori va dal bianco , passando per il rosa fino al rosso intenso. Albero originario della Cina e dopo fu trasportato in Giappone e Corea. Questa specie viene coltivata tanto per i sui frutti che per i suoi fiori. La sua frutta è molto comune in Asia e viene utilizzata anche nella medicina tradizionale cinese.
Tra queste ci sono specie che data la loro natura possono crescere in piccoli gruppetti, collocati anche in zone diverse del giardino, a seconda dell’estensione dello stesso. Tra le altre piante è possibile impiegare anche il muschio, data la natura di questa tipologia di vegetali è importante che la scelta di usarlo sia fatta soltanto nel caso si abbia a disposizione un laghetto, piccolo ruscello o qualsiasi altra fonte di umidità costante. Si sviluppa prevalentemente all’ombra e in genere è presente su pietre o sassi. L’uso del muschio richiama la vastità e la purezza dei prati che solitamente dominano le colline.
I bambú sono piante di grandi dimensioni provenienti dall’Est asiatico. Sono diffuse soprattutto nelle regioni tropicali e sub tropicali. I bambù sono piante famose per la loro forza. Inoltre esistono una enorme quantità di specie di grandezza variabile. Sono principalmente arbusti, sempreverdi. L’apparato radicale di questa pianta ha un incredibile sviluppo verticale verso il basso. Il fusto è cavo con nodi cilindrici dai quali si sviluppano le foglie. Vengono anche coltivati in tutta l’Asia per la loro robustezza, leggerezza e flessibilità. Questo materiale è utilizzato inoltre nei campi dell’artigianato e del tessile.
La canna comune è una specie perenne. Il fusto è cavo, robusto e allungato, è in grado di crescere in terreni poveri. Diffusissima in quella fascia terrestre che va dal Mediterraneo passando per il Medio Oriente arrivando fino all’India. Attualmente questa essenza si può trovare piantata e al naturale in ogni parte del mondo. Forma grandi gruppi in prossimità dei terreni umidi, lungo gli argini dei fiumi e lungo le sponde di stagni e laghi, ma anche in prossimità dei confini di terreni coltivati e sulle dune di sabbia, anche vicino al mare. Si tratta di una pianta molto resistente, che ha bisogno di un’alta esposizione solare e di umidità per potersi sviluppare al meglio, però non disdegna le zone semiombreggiate.
Sono tra le essenze vegetali più antiche conosciute dall’uomo. Crescono in zone umide, praticamente dappertutto sui terreni, sulle rocce e sulla corteccia degli alberi. Si sviluppano principalmente in ambienti naturali come la tundra e nelle zone montuose, all’interno delle foreste nel sottobosco. Dove rappresentano la specie vegetale dominante. Le piccolissime piante dei muschi, sono formate da piccoli fusti. Le minuscole foglie, sono prive di vene all’interno, vale a dire di un sistema di trasporto dei liquidi. In particolari specie esistono delle cellule specializzate che si occupano di tale compito. Queste piante sono mancati di vere e proprie radici. Ciò che mantengono il collegamento al terreno sono invece dei filamenti sotterrani.
L’Agastache Anisata è una pianta perenne che forma un cespuglio molto vigoroso e forte, dalle foglie di color verde chiaro e dai fiori molto caratteristici a forma di cono allungato. Ha un bisogno medio di acqua e riesce a resitere facilmente alle escursioni termiche, infatti sopravvive tra i 10 gradi negativi e i 40 gradi, quindi per tutto l’anno nelle nostre normali condizioni climatiche.
E’ una pianta molto resistente, di solito non soggetta a particolari malattie e la sua cura è estremamente semplice: richiede solo una irrigazione media e la potatura una volta l’anno, indicativamente in autunno quando si completa il suo ciclo vegetativo, per eliminare la parte aerea che si sta seccando e rigermoglierà in primavera.
E’ la pianta ideale anche per chi non ha proprio il pollice verde! Non tutti sanno, poi, che si tratta di una pianta dalle proprietà curative, infatti fin dal passato viene utilizzata per la preparazione di tisane, infusi, decotti, lozioni, pomate, compresse con delle garze bagnate, per effettuare suffumigi e cataplasma (in quest’ultimo caso si riscalda a vapore l’erba medicinale e la si stende sulla parte dolente avvolta in un telo).
Le sue proprietà terapeutiche riconosciute riguardano la risoluzione dei problemi di stomaco e dell’intestino come aereofagia, nausea, infezioni batteriche e anche stati ansiogeni. Non ci si deve stupire neanche se viene utilizzata anche come ingrediente della cucina, infatti le sue foglie hanno un sapore molto delicato, simile a quello dell’anice, perciò vengono utilizzate in pasticceria, per la preparazione di bevande e insalate, ma anche per accompagnare tagliate di carni bianche e rosse, formaggi a pasta molle e semi stagionati.
L’Agastache Anisata è una delle classiche piante ideali per la realizzazione dei giardini verticali. Si tratta di creazioni che stanno ottenendo davvero un grande successo negli ultimi periodi, sia nelle abitazioni private, sia nei locali pubblici e commerciali. Questo perchè non solo sono la soluzione migliore per creare degli angoli verdi anche in piccoli spazi, sia perchè permette di realizzare soluzioni creative davvero eleganti all’aperto o negli spazi chiusi.
A volte sono delle vere e proprie opere d’arte espressione della fusione di natura e tecnologia moderna. Non è necessario rivolgersi necessariamente a dei professioni, a volte davvero costosi, per realizzare un giardino verticale sul proprio balcone, basta acquistare gli appositi kit ormai disponibili in tutti i centri di giardinaggio e bricolage e seguire una serie di semplici e utili consigli. Primo fra tutti, la scelta delle giuste piante, quelle più resistenti e facili da gestire nel tempo.
L’Agastache Anisata è proprio una fra queste. Anche esteticamente è perfetta, sia per le sue foglie dal caratteristico colore verde chiaro brillante, sia per i suoi fiori conici e violacei che creano un vero tocco di colore e vivacità. Per creare un giardino verticale che sia d’invidia, poi, è necessario scegliere delle piante in grado di svilupparsi rapidamente e in modo continuo.
Sì perchè non c’è niente di più brutto che vedere una distesa verde non continua e completa, ma con spazi vuoti che permettono di vedere il pannello sottostante. L’Agastache non genera sicuramente problemi di questo tipo perchè, una volta piantate le piantine a pochi centimetri di distanza l’una della dall’altra, crescono e letteralmente si “diffondono” in tutti gli spazi vuoti creando un vero e proprio letto verde. La continuità del suo fogliame, poi, le permette anche di svolgere un importante ruolo di isolante acustico, da non sottovalutare, soprattutto per chi vive nelle nostre rumorose città, oltre che termico.
Altra cosa da non dimenticare: è una pianta perenne, perciò in grado di vivere e sopravvivere per tutto l’anno, sia durante i rigidi inverni, sia con il caldo dell’estate. Questo non ci costringe a trovare delle piante alternative durante l’alternarsi delle diverse stagioni nel corso dell’anno. Altro aspetto che non deve assolutamente essere dimenticato è l’ingombro.
Le piante di un giardino verticale non possono essere troppo grandi, altrimenti andrebbero a occupare troppo spazio e non sarebbero neanche in grado di sostenersi nel tempo. L’altezza raggiunta dall’Agastache Anisata è, da questo punto di vista, quella ideale. Dati i suoi molteplici usi culinari e terapeutici, quale soddisfazione, poi, uscire sul vostro terrazzo per raccogliere delle foglie da utilizzare per preparare te, infusi o dolci!
Il fitostimolante è un prodotto che, applicato alle piante, permette di aumentarne lo sviluppo vegetativo o di anticipare alcuni processi fisiologici, come la germinazione dei semi, la fioritura e la maturazione dei frutti.
Tra i fitostimolanti più noti vi sono l’acido gibberellico, l’etilene, l’acido indolacetico (atto a stimolare l’emissione delle radici nelle talee) e altre sostanze ad azione auxinica.
Alcuni fitostimolanti possono contenere anche elementi micronutritivi, vitamine e amminoacidi.
Anche alcuni ormoni vegetali possono essere utilizzi come fitostimolanti.
La crescita delle piante, così come quella degli animali, è regolata da messaggeri chimici, gli ormoni.
Le cellule vegetali si accrescono per divisione e distensione cellulare per cui lo sviluppo è dovuto ad un aumento di peso e numerico delle cellule.
È proprio durante la distensione che le cellule si differenziano, ovvero si specializzano formando i vari tessuti e gli organi che compongono l’individuo.
Gli ormoni controllano questo processo orientandolo e regolandolo.
Gli ormoni delle piante, ovviamente, sono diversi da quelli degli animali in merito allo stimolo, alla ricezione ed alla risposta.
L’ormone è di fatto una sostanza che, essendo prodotta in una parte dell’organismo, è trasferita da un’altra parte dove influenza specifici eventi fisiologici.
Le principali caratteristiche di un ormone possono così essere identificate:
I principali ormoni che incidono positivamente sulle piante sono:
Con, in aggiunta, il già citato Acido indolacetico utilizzato per favorire la radicazione delle talee.
Sono formate da una struttura indolica (l’indolo o 2,3-benzopirrolo è un composto eterociclico) che è fornita dall’amminoacido triptofano.
I siti preferenziali per la sua sintesi sono i meristemi attivi come gli apici dei germogli, gli embrioni, il cambio, i giovani frutti, le foglie, l’endosperma, i cotiledoni e il polline.
Dai siti di sintesi l’auxina viene trasportata al resto della pianta principalmente dall’alto verso il basso (andamento centripeto) e nel suo trasmigrare spesso inibisce le gemme ascellari poste sotto l’apice vegetativo.
Le citochinine agiscono sulla divisione cellulare, sono ormoni tipici dei tessuti giovani in formazione.
Sono importanti nel processo di formazione e rinnovo dei tessuti.
Le gibberelline agiscono in maniera molto specifica sulla divisione e sulla distensione cellulare.
I loro siti di biosintesi sono i tessuti giovani apicali e i semi.
Questo ormone viene traslocato attraverso il floema e lo xilema.
Gli effetti benefici sulla piante possono essere sintetizzati in un maggiore allungamento del fusto e una stimata precoce Interruzione della dormienza delle gemme.
Induce inoltre una produzione enzimatica durante la germinazione dei semi e aumenta la produzione di fiori nelle piante longidiurne.
Il nome deriva dal fungo Gibberella fujikuroi, da dove fu per la prima volta isolata una molecola attiva.
L’acido abscissico è anche genericamente chiamato l’ormone dello stress.
I siti di biosintesi di questo ormone sono principalmente le foglie mature, i semi e le gemme.
Il suo trasporto all’interno della pianta avviene attraverso il floema e lo xsilema.
Produce i suoi effetti sulla chiusura stomi, sul controllo della dormienza (induzione e mantenimento), sul geotropismo e sulla sintesi delle proteine nel seme.
Recentemente gli ormoni vegetali vengono utilizzati in vivaistica per influenzare e moderare alcuni processi di crescita e sviluppo delle piante, possono per cui prendere parte attiva nello sviluppo e nel mantenimento dei giardini verticali e dei giardini pensili.
In particolare, possono influenzare positivamente la radicazione, la differenziazione a fiore delle gemme, lo sviluppo vegetativo, l’allegagione, il miglioramento della struttura della pianta.
Alcuni concimi liquidi contengono al loro interno elementi fitostimolanti in grado di migliorare sensibilmente lo sviluppo vegetativo e la crescita vegetale.
Molti formulati concentrati a base di estratti vegetali naturali contengono microelementi (Boro, Rame, Ferro, Manganese e Zinco) in forma chelata in grado di stimolare lo sviluppo fisiologico della pianta, garantendole una attività metabolica costante e ottimale.
Gli estratti vegetali utilizzati per produrre questi formulati sono ricchi di aminoacidi, vitamine, enzimi, auxine, citochinine e sostanze umiche caratterizzati da un grande assorbimento sia a livello fogliare che radicale, oltre ad una elevatissima assimilabilità.
Questi prodotti agiscono sulle principali vie metaboliche della pianta come precursori di composti chiave, regolando il trasporto di sostanze nutritive e potenziano il processo fotosintetico.
Garantiscono inoltre una corretta distribuzione e un accumulo ottimale degli zuccheri nei diversi organi, determinando un giusto equilibrio vegetativo.
Con l’applicazione di questi prodotti si ottengono piante più resistenti alle malattie e alle condizioni avverse di natura climatica.
È stata anche appurata una notevole azione antistress su piante appena impiantate, debilitate e defogliate, che non rispondono adeguatamente agli interventi di concimazione tradeizionale.
Questi formulati liquidi non prevedono rischi di bruciature fogliari e presumono una somministrazione leggera ma costante, così da poter garantire il massimo effetto.
Le ultime innovazioni nel campo dei prodotti fitostimolanti si orientano verso l’utilizzo di estratti puri di alghe ad alto contenuto di bioattivatori naturali.
Questi estratti attivano nelle piante i naturali sistemi di autodifesa inducendo resistenza verso gli stress biotici ed abiotici.
Contengono inoltre fucoidano, florotannini e mannitolo, componenti che attivano l’induzione naturale dei sistemi di protezione endogeni nelle piante.
Questi componenti bioattivi, di fatto, simulano l’attacco di un patogeno fungino o batterico stimolando nelle piante una induzione di resistenza (effetto vaccino).
Altri studi hanno confermato un aumento dello spessore della parete cellulare, la produzione di sostanze tossiche per i patogeni e la sintesi di proteine specifiche per la resistenza attiva (PR Protein).
Tutte le attività descritte vengono tecnicamente definite come “induzione della SAR” (resistenza sistemica acquisita).
L’edera è la pianta rampicante e sempreverde per eccellenza, che si vede molto spesso sulle facciate e i muri di palazzi e villette, ma anche in piccoli vasi. Appartiene alla famiglia delle Araliaceae, al genere Hedera e si distingue per diverse varietà a foglia verde, caratterizzata da vergature bianche e striature gialle.
Si tratta di una pianta resistente, facile da coltivare e versatile grazie al fusto da cui si diramano le radici aeree, in grado di aderire alle più disparate superfici e di sopravvivere nei climi e nelle condizioni più svariate. Infatti è molto utilizzata per rivestire pareti, gazebi, poggioli, rampe di scalinate esterne e tanto altro, regalando un piacevole impatto scenografico. Se si decide di utilizzare l’edera nel proprio giardino verticale è necessario adottare un paio di semplici accorgimenti: prima di tutto la temperatura ideale per la coltivazione della pianta è di circa 15-18°C durante l’estate e non inferiore ai 7°C in inverno.
Inoltre, anche se si tratta di una sempreverde che si adatta bene all’ambiente circostante, necessita di protezione nel caso in cui si verifichino delle violente gelate. Infine, in base alla specie scelta, bisogna regolarsi con il grado di illuminazione: infatti le tipologie con le foglie più scure si sviluppano anche nelle zone più ombreggiate e buie, mentre se sono più verdi e brillanti hanno bisogno di ricevere più raggi solari.
Poche cure, ottimo adattamento a vari tipi di clima, bellissimi fiori colorati: questi sono solo alcuni dei motivi che potrebbero spingere a scegliere per il proprio giardino verticale le piante grasse. Le succulente, essendo dotate di speciali tessuti, sono in grado di trattenere e assorbire l’acqua all’interno, riuscendo così a conservarla nei momenti di necessità, non avendo perciò bisogno di essere annaffiate spesso. Sono perciò adatte per chi conduce una vita frenetica e spesso si dimentica di innaffiare le piante!
In secondo luogo, visto che sono originarie delle zone aride e desertiche, si adattano ai climi più disparati e ostili, dal caldo al secco fino al più umido. Tuttavia, nel caso in cui si voglia allestire il giardino verticale in casa, è necessario collocarlo in una posizione molto lumiosa (non con i raggi solari diretti). Infine per quanto riguarda la fioritura, questa avviene nel periodo che va da maggio a novembre, a patto che venga conservato il naturale ciclo vitale in base all’avvicendarsi del caldo e del freddo. Quindi, nel caso in cui si tengano le succultente all’interno dell’abitazione, molto probabilmente non le si vedranno fiorire.
Una delle piante più utilizzate nei giardini verticali è la felce, che appartiene alla categoria delle Pteridofite, ossia piante provviste di fusto, vere radici, foglie e un sistema vascolare. Anche se con il termine “felce” si indica una vasta gamma di specie (oltre 11.000), si tratta di una pianta che si diffonde tramite le spore, poiché è sprovvista di semi. Pur prediligendo gli ambienti caldi e i climi tropicali, alcune varietà crescono anche nelle zone più ombrose e umide.
Di conseguenza queste tipologie vanno poste a riparo dai raggi solari, che farebbero ingiallire precocemente le foglie. Quindi, oltre all’ombra, queste specie necessitano di una grande quantità di acqua: in estate vanno inaffiate circa ogni due settimane, in inverno invece bisogna spargere del concime a lento rilascio. Alla luce di ciò risulta evidente come la felce, pur avendo diversi vantaggi, è sicuramente una pianta che necessita di maggiori cure rispetto alle succulente o ad altre varietà di sempreverdi adatte per il proprio giardino verticale.
Un’altra soluzione molto apprezzata è data dall’uso di una pianta che non necessita di grande manutenzione, ossia la tillandsia. Si tratta di una tipologia che include oltre 500 specie, accomunate da un’ importante particolarità poiché traggono il sostentamento dall’aria (vengono definite infatti piante aeree) visto che non dispongono di un apparato radicale sotterraneo. La tillandsia è originaria dell’America Latina ed è abituata a sopravvivere a climi piuttosto diversi, infatti cresce su fusti, rami, rocce o addirittura sui fili elettrici. Se si decide di utilizzarla nel proprio giardino verticale è necessario tener presente che si tratta di una pianta nativa delle foreste tropicali.
Di conseguenza bisogna prestare attenzione a illuminazione e temperatura: la Tillandsia va collocata in aree luminose, ma riparata dai raggi solari diretti, quindi parzialmente all’ombra e, nel caso in cui venga invece posta all’interno dell’abitazione, le stanze devono essere ben aerate. Per quanto riguarda la temperatura, le piante vivono fino a 5-10°C. Di indubbia bellezza sono i fiori della Tillandsia che possono essere di colore diverso e il periodo di fioritura muta in base alla specie, tuttavia si colloca specialmente dalla tarda estate fino all’autunno.
Un’altra valida alternativa per il proprio giardino verticale è data dall’utilizzo delle piante graminacee, quali il loglio, la festuca rossa o la zoysia. La prima è una pianta che si insedia molto velocemente, ben si adatta a svariate tipologie di clima e fornisce un ottimo effetto riempitivo dando vita a un giardino verde e rigoglioso. Si caratterizza inoltre per dei fiori davvero caratteristici dati da particolari spighe, prive di peduncolo, che si inseriscono sul rachide, che si distiungue per un aspetto sinuoso. Invece la festuca rossa, denominata microterma poiché tollera climi molto differenti (resiste anche a 25°C), è una pianta ornamentale e che non ha bisogno di specifiche cure.
Si caratterizza per foglie fini, sottili e brillanti, che danno vita a un prato fitto ed elegante. Anche la zoysia si adegua bene ai climi caldi (superiori anche ai 35°C) e freddi (nel caso in cui venga esposta per un certo lasso di tempo a temperature inferiori ai 10°C entra in uno stato di dormienza, caratterizzata dall’interruzione della crescita e dalla decolorazione delle foglie). Inoltre la zoysia è una pianta che si distingue per le foglie medio-larghe, che consentono di creare dei giardini verticali robusti e che necessitano davvero di pochissima manutenzione.
Se si vuole dare un tocco di colore e di vivacità al giardino verticale, l’ideale è optare per dei fiori, come i geranei.Questi non solo offrono splendidi infiorescenze di diverse tonalità nel periodo estivo, ma anche nel corso dell’anno i cespugli sono esteticamente molto belli. Nonostante si pensi che i fiori siano sempre delicati, i geranei sono invece molto resistenti e necessitano davvero di poche cure. Si tratta quindi di una pianta perfetta per chi dispone di poco tempo o non ha un grande pollice verde.
Per quanto riguarda l’illuminazione, i gerani necessitano di un’esposizione piuttosto soleggiata: se vengono posti all’esterno devono ricevere circa sei-otto ore di luce solare diretta, tuttavia se si vogliono ottenere i fiori migliori non vanno esposti al sole nelle ore centrali. Se invece vengono coltivano all’interno dell’abitazione vanno posti in una zona luminosa, come una finestra che riceve molta luce solare, con orientamente a sud o a ovest.
Nei giardini verticali è possibile optare anche per delle piante più decorative o esotiche, quali le grevillee o la gloriosa. Le prime appartengono alla famiglia delle Proteaceae e includono piante originarie della Nuova Zelanda, della Nuova Guinea e dell’Australia. Vi sono oltre 300 specie di queste tipologia di pianta, che si distingue per l’aspetto arboreo e arbustivo. Sono piante sempreverdi, presenti sia in piccole sia in grandi dimensioni, arrivando fino a divenire veri e propri alberi.
I fiori delle grevilee sono minuti ma, essendo riuniti in infiorescenze costituite da oltre 100 fiori, sembra che siano piuttosto grandi. Invece la gloriosa appartiene alla famiglia delle Colchicaceae e include una serie di piante, così denominate grazie alla straordinaria bellezza dei fiori, chiamati anche gigli rampicanti o gigli di fuoco. La gloriosa, originaria del sud Africa e del sud dell’Asia, è una pianta perenne e rampicante, che nel corso del periodo più freddo è secca, mentre riprende a crescere quando le temperature si addolciscono. Questa pianta è costituita da lunghi steli (che arrivano anche oltre i 2 metri d’altezza) su cui crescono le foglie, su cui si pongono i fiori, appariscenti e colorati (giallo, rosso o arancione).